Il genitore narcisista: come riconoscerlo e quali sono le conseguenze

Il genitore narcisista: come riconoscerlo e quali sono le conseguenze

Il genitore narcisista: come riconoscerlo e quali sono le conseguenze

Foto di Cottonbro da Pexels

Ā«Ho provato a conquistarlo e non ci sono mai riuscita. E ho lottato per cambiarlo, ci vorrebbe un’altra vita…Ā»

Mia Martini, “Gli uomini non cambiano”, 1992

Sempre più spesso, nel lavoro clinico arrivano persone che stanno affrontando un profondo malessere e che, nel corso delle sedute, scoprono di essere figli di genitori narcisisti.

Ma come si comporta, concretamente, un genitore narcisista? E come influisce questa dinamica sulla crescita e sulla salute mentale dei figli? Cerchiamo di fare chiarezza su un tema doloroso ma fondamentale, superando i tabù che ancora oggi circondano le relazioni familiari disfunzionali.

genitore narcisista

Quando il figlio diventa un rivale

La nascita di un figlio può rappresentare un momento topico per un genitore narcisista. In questo esatto momento, la struttura psicologica del genitore entra in crisi per un motivo molto semplice: perde la centralitĆ . L’attenzione del partner, della famiglia e dell’ambiente circostante si sposta inevitabilmente sul neonato.

ƈ qui che si sviluppa un fenomeno di cui si parla sempre poco: la gelosia verso il proprio figlio, che diventa l’unica modalitĆ  per poter entrare in relazione con lui. Le personalitĆ  narcisistiche, infatti, non posseggono grandi strumenti per poter entrare in relazione con l’altro.

figli di genitori narcisisti

Il figlio del narcisista come status e oggetto di controllo

Per la mente di un narcisista, come noi clinici possiamo notare ascoltando i vissuti dei loro figli, il bambino non ĆØ percepito come un essere umano a sĆ© stante (la sua mente non ce la fa), ma come una sorta di identificativo di status. Il figlio si trasforma in un “oggetto” utile a nutrire la grandiositĆ  del SĆ© del genitore. Di conseguenza, il bambino cresce con la logorante sensazione di essere amato solo a patto di soddisfare determinate condizioni, utili a mantenere intatta l’immagine pubblica della famiglia. Il figlio viene amato (per meglio dire, idolatrato), solo se eccelle a scuola, se ĆØ impeccabile nello sport o se ha un bell’aspetto.

In questa dinamica, si assiste a una totale assenza di sintonizzazione emotiva: i reali bisogni emotivi del ragazzo vengono completamente ignorati, per fare spazio alla gratificazione del genitore.

figli di genitori narcisisti

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articoloĀ potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

gaslighting familiare

Dall'infanzia al gaslighting familiare

Nei racconti dei pazienti che hanno vissuto queste esperienze, si riscontra quasi sempre lo stesso schema temporale:

  • l’infanzia: il rapporto viene spesso ricordato come idilliaco, poichĆ© il bambino ĆØ totalmente dipendente dalla madre e dal padre (come ĆØ normale che sia) e ciò gratifica pienamente il genitore narcisista;
  • la preadolescenza e l’adolescenza: in questa fase, il rapporto inizia ad intaccarsi. I problemi iniziano a insorgere intorno alle scuole medie per i maschi e spesso giĆ  alle elementari per le femmine. PerchĆ©?

La risposta nel progressivo sviluppo dell’autonomia, quando il genitore narcisista sperimenta una forte rabbia per il possibile allontanamento dell’oggetto (il figlio), che aumenta mano a mano che il bambino cresce e diventa sempre più indipendente. La rivendicazione di un’identitĆ  e del libero arbitrio da parte del ragazzo viene vissuta come una minaccia intollerabile ed ecco che inizia un vero e proprio attacco alla mente del figlio: svalutazioni, silenzi punitivi e invalidazione emotiva diventano pane quotidiano.

In altre parole: il gaslighting familiare. Ebbene sƬ, il gaslighting si verifica anche nella relazione con i figli, spesso mascherato dietro frasi come: ā€œIo sono tua madre/tuo padre, nessuno più di me sa cosa ĆØ meglio per te e mi devi portare rispettoā€.

Il problema non ĆØ tanto il comportamento del figlio (spesso anche diligente e ben educato), quanto il pericolo che venga meno l’oggetto che supporta il SĆ© grandioso del genitore.

figli di genitori narcisisti

L'adolescenza negata dei figli di genitori narcisisti

In adolescenza, la situazione si complica notevolmente. Dal punto di vista evolutivo, l’adolescente ha il bisogno naturale di “attaccare” le figure genitoriali, per differenziarsi da loro e trovare la propria identitĆ . Un genitore sano (di solito quello che ha giĆ  fatto una buona psicoterapia) ĆØ in grado di reggere questo impatto: accetta il conflitto e la separazione, garantendo al figlio che l’amore resta saldo e incondizionato anche nella divergenza di opinioni.

Ora, come può un figlio attaccare un genitore che, di per sĆ©, ĆØ inattaccabile? I figli di genitori narcisisti, semplicemente, non c’hanno mai provato. Chi ĆØ stato un po’ più audace, ha ricevuto in cambio non un confronto, ma bensƬ una bella espulsione denigratoria: commenti taglienti sull’aspetto fisico, aspre critiche sul proprio comportamento, denigrazioni per ā€œnon essere mai all’altezzaā€.

Tutto questo, in realtĆ  serve al genitore per proteggersi dal senso di dipendenza, fortemente temuto dalle personalitĆ  narcisiste le quali, pur di proteggersene, mettono in atto tutti quei meccanismi difensivi di cui il SĆ© grandioso fa parte.

relazioni disfunzionali

madre narcisista figlia femmina

madre narcisista figlia femmina

madre narcisista figlia femmina

La figlia femmina di una madre narcisista

Un capitolo particolarmente delicato riguarda la relazione tra madre narcisista e figlia femmina. C’è infatti una differenza tra maschi e femmine: la letteratura ci fa vedere come, nelle femmine, il legame con la madre assume un ruolo molto più centrale nella regolazione dell’autostima, rispetto ai maschi. GiĆ  Freud osservava come la bambina avesse una fase pre-edipica più lunga, con un attaccamento alla mamma esclusivo e un’identificazione con essa più marcata.

In questi contesti, le madri favoriscono lo sviluppo di una personalitĆ  fortemente remissiva nelle figlie.

Le ragazze imparano a mettere da parte i propri bisogni per compiacere costantemente l’altro (che sia il partner, un amico, il datore di lavoro o persino il terapeuta), guidate dal desiderio inconscio e disperato di riuscire, un giorno, a conquistare l’approvazione e l’amore della madre.

Questo assetto psicologico ha ripercussioni pesanti sulla vita sentimentale adulta:

  • tendenza a legarsi a partner narcisisti, manipolativi o infedeli;
  • tendenza a tollerare dinamiche disfunzionali e nocive, nella speranza illusoria che l’altro prima o poi comprenda il loro valore e cambi per amore.

Il legame con una madre narcisista si riflette non solo in amore, ma in ogni ambito della vita. Le relazioni amicali e lavorative di queste donne sono spesso caratterizzate da un forte sbilanciamento: la figlia di una madre narcisista continua a dare tutto agli altri, senza però ricevere granchè in cambio.

L’esperienza clinica dimostra che, sebbene queste pazienti siano estremamente diligenti e costanti nel percorso psicoterapico, scardinare questi schemi profondi richiede veramente tanto tempo, delicatezza e un lavoro terapeutico approfondito e mirato.

genitore narcisista

Genitore narcisista: come essere genitori migliori?

Il passare del tempo non produce cambiamenti significativi, perchĆ© da soli non si cambia. Questi aspetti possono essere esplorati e mitigati esclusivamente all’interno una terapia. Il vero problema qua ĆØ che raramente il narcisista decide di accedervi o, se lo fa, difficilmente riesce a reggerla per un tempo adeguato a produrre un cambiamento. A intraprendere un percorso di terapia ci pensano generalmente i figli.

Di solito, quando i figli arrivano finalmente in terapia, molte sedute sono interamente saturate dal racconto del genitore. Questo ĆØ proprio tipico: la personalitĆ  narcisistica ĆØ talmente onnipresente da occupare ancora tutto lo spazio mentale del figlio, anche a distanza di anni.

A proposto di ferite relazionali, ti segnalo questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Comprendere l’evitamento affettivo

Il genitore narcisista: come riconoscerlo e quali sono le conseguenze

Foto di Cottonbro da Pexels

Ā«Ho provato a conquistarlo e non ci sono mai riuscita. E ho lottato per cambiarlo, ci vorrebbe un’altra vita…Ā»

Mia Martini

“Gli uomini non cambiano” 1992

Sempre più spesso, nel lavoro clinico arrivano persone che stanno affrontando un profondo malessere e che, nel corso delle sedute, scoprono di essere figli di genitori narcisisti.

Ma come si comporta, concretamente, un genitore narcisista? E come influisce questa dinamica sulla crescita e sulla salute mentale dei figli? Cerchiamo di fare chiarezza su un tema doloroso ma fondamentale, superando i tabù che ancora oggi circondano le relazioni familiari disfunzionali.

genitore narcisista

Quando il figlio diventa un rivale

La nascita di un figlio può rappresentare un momento topico per un genitore narcisista. In questo esatto momento, la struttura psicologica del genitore entra in crisi per un motivo molto semplice: perde la centralitĆ . L’attenzione del partner, della famiglia e dell’ambiente circostante si sposta inevitabilmente sul neonato.

ƈ qui che si sviluppa un fenomeno di cui si parla sempre poco: la gelosia verso il proprio figlio, che diventa l’unica modalitĆ  per poter entrare in relazione con lui. Le personalitĆ  narcisistiche, infatti, non posseggono grandi strumenti per poter entrare in relazione con l’altro.

figli di genitori narcisisti

Il figlio del narcisista come status e oggetto di controllo

Per la mente di un narcisista, come noi clinici possiamo notare ascoltando i vissuti dei loro figli, il bambino non ĆØ percepito come un essere umano a sĆ© stante (la sua mente non ce la fa), ma come una sorta di identificativo di status. Il figlio si trasforma in un “oggetto” utile a nutrire la grandiositĆ  del SĆ© del genitore. Di conseguenza, il bambino cresce con la logorante sensazione di essere amato solo a patto di soddisfare determinate condizioni, utili a mantenere intatta l’immagine pubblica della famiglia. Il figlio viene amato (per meglio dire, idolatrato), solo se eccelle a scuola, se ĆØ impeccabile nello sport o se ha un bell’aspetto.

In questa dinamica, si assiste a una totale assenza di sintonizzazione emotiva: i reali bisogni emotivi del ragazzo vengono completamente ignorati, per fare spazio alla gratificazione del genitore.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articoloĀ potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

gaslighting familiare

Dall'infanzia al gaslighting familiare

Nei racconti dei pazienti che hanno vissuto queste esperienze, si riscontra quasi sempre lo stesso schema temporale:

  • l’infanzia: il rapporto viene spesso ricordato come idilliaco, poichĆ© il bambino ĆØ totalmente dipendente dalla madre e dal padre (come ĆØ normale che sia) e ciò gratifica pienamente il genitore narcisista;
  • la preadolescenza e l’adolescenza: in questa fase, il rapporto inizia ad intaccarsi. I problemi iniziano a insorgere intorno alle scuole medie per i maschi e spesso giĆ  alle elementari per le femmine. PerchĆ©?

La risposta nel progressivo sviluppo dell’autonomia, quando il genitore narcisista sperimenta una forte rabbia per il possibile allontanamento dell’oggetto (il figlio), che aumenta mano a mano che il bambino cresce e diventa sempre più indipendente. La rivendicazione di un’identitĆ  e del libero arbitrio da parte del ragazzo viene vissuta come una minaccia intollerabile ed ecco che inizia un vero e proprio attacco alla mente del figlio: svalutazioni, silenzi punitivi e invalidazione emotiva diventano pane quotidiano.

In altre parole: il gaslighting familiare. Ebbene sƬ, il gaslighting si verifica anche nella relazione con i figli, spesso mascherato dietro frasi come: ā€œIo sono tua madre/tuo padre, nessuno più di me sa cosa ĆØ meglio per te e mi devi portare rispettoā€.

Il problema non ĆØ tanto il comportamento del figlio (spesso anche diligente e ben educato), quanto il pericolo che venga meno l’oggetto che supporta il SĆ© grandioso del genitore.

figli di genitori narcisisti

L'adolescenza negata dei figli di genitori narcisisti

In adolescenza, la situazione si complica notevolmente. Dal punto di vista evolutivo, l’adolescente ha il bisogno naturale di “attaccare” le figure genitoriali, per differenziarsi da loro e trovare la propria identitĆ . Un genitore sano (di solito quello che ha giĆ  fatto una buona psicoterapia) ĆØ in grado di reggere questo impatto: accetta il conflitto e la separazione, garantendo al figlio che l’amore resta saldo e incondizionato anche nella divergenza di opinioni.

Ora, come può un figlio attaccare un genitore che, di per sĆ©, ĆØ inattaccabile? I figli di genitori narcisisti, semplicemente, non c’hanno mai provato. Chi ĆØ stato un po’ più audace, ha ricevuto in cambio non un confronto, ma bensƬ una bella espulsione denigratoria: commenti taglienti sull’aspetto fisico, aspre critiche sul proprio comportamento, denigrazioni per ā€œnon essere mai all’altezzaā€.

Tutto questo, in realtĆ  serve al genitore per proteggersi dal senso di dipendenza, fortemente temuto dalle personalitĆ  narcisiste le quali, pur di proteggersene, mettono in atto tutti quei meccanismi difensivi di cui il SĆ© grandioso fa parte.

relazioni disfunzionali

madre narcisista figlia femmina

madre narcisista figlia femmina

La figlia femmina di una madre narcisista

Un capitolo particolarmente delicato riguarda la relazione tra madre narcisista e figlia femmina. C’è infatti una differenza tra maschi e femmine: la letteratura ci fa vedere come, nelle femmine, il legame con la madre assume un ruolo molto più centrale nella regolazione dell’autostima, rispetto ai maschi. GiĆ  Freud osservava come la bambina avesse una fase pre-edipica più lunga, con un attaccamento alla mamma esclusivo e un’identificazione con essa più marcata.

In questi contesti, le madri favoriscono lo sviluppo di una personalitĆ  fortemente remissiva nelle figlie.

Le ragazze imparano a mettere da parte i propri bisogni per compiacere costantemente l’altro (che sia il partner, un amico, il datore di lavoro o persino il terapeuta), guidate dal desiderio inconscio e disperato di riuscire, un giorno, a conquistare l’approvazione e l’amore della madre.

Questo assetto psicologico ha ripercussioni pesanti sulla vita sentimentale adulta:

  • tendenza a legarsi a partner narcisisti, manipolativi o infedeli;
  • tendenza a tollerare dinamiche disfunzionali e nocive, nella speranza illusoria che l’altro prima o poi comprenda il loro valore e cambi per amore.

Il legame con una madre narcisista si riflette non solo in amore, ma in ogni ambito della vita. Le relazioni amicali e lavorative di queste donne sono spesso caratterizzate da un forte sbilanciamento: la figlia di una madre narcisista continua a dare tutto agli altri, senza però ricevere granchè in cambio.

L’esperienza clinica dimostra che, sebbene queste pazienti siano estremamente diligenti e costanti nel percorso psicoterapico, scardinare questi schemi profondi richiede veramente tanto tempo, delicatezza e un lavoro terapeutico approfondito e mirato.

genitore narcisista

Genitore narcisista: come essere genitori migliori?

Il passare del tempo non produce cambiamenti significativi, perchĆ© da soli non si cambia. Questi aspetti possono essere esplorati e mitigati esclusivamente all’interno una terapia. Il vero problema qua ĆØ che raramente il narcisista decide di accedervi o, se lo fa, difficilmente riesce a reggerla per un tempo adeguato a produrre un cambiamento. A intraprendere un percorso di terapia ci pensano generalmente i figli.

Di solito, quando i figli arrivano finalmente in terapia, molte sedute sono interamente saturate dal racconto del genitore. Questo ĆØ proprio tipico: la personalitĆ  narcisistica ĆØ talmente onnipresente da occupare ancora tutto lo spazio mentale del figlio, anche a distanza di anni.

A proposto di ferite relazionali, ti segnalo questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Comprendere l’evitamento affettivo

Vuoto Interiore: Cosa Significa Sentirsi Vuoti Dentro

Vuoto Interiore: Cosa Significa Sentirsi Vuoti Dentro

Vuoto Interiore: Cosa Significa Sentirsi Vuoti Dentro

Foto di Patrick Porto da Pexels

«Sono vuoto dentro»

«Sento che mi si apre una voragine»

Sono frasi che esprimono un dolore profondo, una sensazione di mancanza che può essere difficile da descrivere e ancor più da gestire. Il sentimento di vuoto, o il “vuoto interiore”, non ĆØ solo una metafora, ma un’esperienza psicologica reale e travolgente, che spinge a mettere in atto comportamenti spesso incomprensibili, tutti volti a un unico, disperato scopo: fuggire.

Il problema è che questa fuga, per quanto istintiva, non è la soluzione. I tentativi di riempire il vuoto puntualmente falliscono, perché il vuoto non scompare. Al contrario, si ripresenta con una forza ancora maggiore. Per curarlo, serve altro.

vuoto interiore

Le mille facce del vuoto

Il vuoto non si manifesta sempre con l’evidente sensazione di avere un “buco grosso dentro”. Spesso si nasconde dietro frasi apparentemente innocue, che tuttavia possono rivelare un profondo malessere interiore.

Ecco alcune delle frasi più comuni che possono celare un sentimento di vuoto:

  • “Dentro di me c’ĆØ qualcosa di sbagliato”;
  • “Sto sprecando la mia vita”;
  • “Rovino sempre tutto”;
  • “Ho bisogno di emozioni forti”;
  • “Ho bisogno di qualcuno che mi completi”;
  • “Non mi sento mai abbastanza”;
  • “ƈ come se avessi il pilota automatico”;
  • “C’ĆØ sempre qualcosa che manca”.

Dietro a queste espressioni si nascondono paure, bisogni e difficoltĆ : la paura di stare soli, il bisogno continuo di attenzioni, la difficoltĆ  a capire cosa si vuole o a portare a termine le cose.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articoloĀ potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

vuoto interiore

Perché il vuoto è pericoloso: il rischio della "traumatofilia"

Non riconoscere il vuoto può essere molto pericoloso, perché esso alimenta la traumatofilia, una tendenza a compiere azioni dannose verso se stessi. Il vuoto diventa dunque un motore che spinge verso comportamenti autodistruttivi, come:

  • Uso di droghe o alcol;
  • InstabilitĆ  nelle relazioni;
  • Dipendenza affettiva;
  • DifficoltĆ  a porsi dei limiti;
  • Eccessiva ricerca di rischi;
  • Trascuratezza della propria salute.

In una sola frase: il non riuscire a volersi bene.

Il vuoto, in sostanza, richiama altro vuoto, creando un circolo vizioso che si alimenta del trauma e del malessere. Finché non lo si riconosce, non si può rompere questo schema.

vuoto interiore

Come si manifesta il vuoto nella vita di tutti i giorni?

Il vuoto interiore si esprime attraverso una vasta gamma di comportamenti, che possono confondere chi non conosce il problema. Eccone alcuni:

  • Ricerca di stimoli esterni: dipendenza affettiva, promiscuitĆ  sessuale, ricerca di emozioni forti o di esperienze fisicamente pericolose. Queste azioni servono a “stordirsi”, a non sentire il vuoto.
  • Problemi relazionali: paradossalmente, la paura di restare soli e la difficoltĆ  a stare da soli convivono con un profondo timore dell’intimitĆ  e del contatto umano.
  • Insoddisfazione cronica: si vive una sensazione costante di stare a perdere tempo, senza uno scopo o una direzione. C’ĆØ una profonda difficoltĆ  a capire cosa si vuole e un senso di inutilitĆ  che pervade ogni aspetto della vita.
  • Autosabotaggio: la tendenza a “farsi autogol”, a rovinare le opportunitĆ , accompagnata da un senso di inadeguatezza e dall’incapacitĆ  di portare a termine i progetti.

vuoto interiore

Come si cura il vuoto interiore? Perché fuggire non è mai la soluzione

Affrontare il vuoto interiore non ĆØ un compito facile. Come spiegava la psicoanalista Enid Balint, il vuoto ha origini profonde e spesso risale a un’epoca molto precoce. Per questo motivo, non può essere risolto con comportamenti superficiali o soluzioni “veloci”.

La psicoterapia psicodinamica offre strumenti validi per comprendere e trattare il vuoto. Attraverso questo percorso, si impara ad esplorare le origini di questa sensazione, a dare un nome alle emozioni, a riconoscere le difese che si mettono in atto e, soprattutto, a connettersi con la parte più autentica di sé.

Curare il vuoto interiore significa imparare a “stare”, a riempire gli spazi interiori non con persone o attivitĆ , ma con una relazione sana e profonda con sĆ© stessi. Non ĆØ un percorso rapido, ma ĆØ l’unico che può portare a una guarigione duratura.

vuoto interiore

A proposto di ferite relazionali, ti segnalo questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Comprendere l’evitamento affettivo

Vuoto Interiore: Cosa Significa Sentirsi Vuoti Dentro

Foto di Patrick Porto da Pexels

«Sono vuoto dentro»

«Sento che mi si apre una voragine»

Sono frasi che esprimono un dolore profondo, una sensazione di mancanza che può essere difficile da descrivere e ancor più da gestire. Il sentimento di vuoto, o il “vuoto interiore”, non ĆØ solo una metafora, ma un’esperienza psicologica reale e travolgente, che spinge a mettere in atto comportamenti spesso incomprensibili, tutti volti a un unico, disperato scopo: fuggire.

Il problema è che questa fuga, per quanto istintiva, non è la soluzione. I tentativi di riempire il vuoto puntualmente falliscono, perché il vuoto non scompare. Al contrario, si ripresenta con una forza ancora maggiore. Per curarlo, serve altro.

vuoto interiore

Le mille facce del vuoto

Il vuoto non si manifesta sempre con l’evidente sensazione di avere un “buco grosso dentro”. Spesso si nasconde dietro frasi apparentemente innocue, che tuttavia possono rivelare un profondo malessere interiore.

Ecco alcune delle frasi più comuni che possono celare un sentimento di vuoto:

  • “Dentro di me c’ĆØ qualcosa di sbagliato”;
  • “Sto sprecando la mia vita”;
  • “Rovino sempre tutto”;
  • “Ho bisogno di emozioni forti”;
  • “Ho bisogno di qualcuno che mi completi”;
  • “Non mi sento mai abbastanza”;
  • “ƈ come se avessi il pilota automatico”;
  • “C’ĆØ sempre qualcosa che manca”.

Dietro a queste espressioni si nascondono paure, bisogni e difficoltĆ : la paura di stare soli, il bisogno continuo di attenzioni, la difficoltĆ  a capire cosa si vuole o a portare a termine le cose.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articoloĀ potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

vuoto interiore

Perché il vuoto è pericoloso: il rischio della "traumatofilia"

Non riconoscere il vuoto può essere molto pericoloso, perché esso alimenta la traumatofilia, una tendenza a compiere azioni dannose verso se stessi. Il vuoto diventa dunque un motore che spinge verso comportamenti autodistruttivi, come:

  • Uso di droghe o alcol;
  • InstabilitĆ  nelle relazioni;
  • Dipendenza affettiva;
  • DifficoltĆ  a porsi dei limiti;
  • Eccessiva ricerca di rischi;
  • Trascuratezza della propria salute.

In una sola frase: il non riuscire a volersi bene.

Il vuoto, in sostanza, richiama altro vuoto, creando un circolo vizioso che si alimenta del trauma e del malessere. Finché non lo si riconosce, non si può rompere questo schema.

vuoto interiore

Come si manifesta il vuoto nella vita di tutti i giorni?

Il vuoto interiore si esprime attraverso una vasta gamma di comportamenti, che possono confondere chi non conosce il problema. Eccone alcuni:

  • Ricerca di stimoli esterni: dipendenza affettiva, promiscuitĆ  sessuale, ricerca di emozioni forti o di esperienze fisicamente pericolose. Queste azioni servono a “stordirsi”, a non sentire il vuoto.
  • Problemi relazionali: paradossalmente, la paura di restare soli e la difficoltĆ  a stare da soli convivono con un profondo timore dell’intimitĆ  e del contatto umano.
  • Insoddisfazione cronica: si vive una sensazione costante di stare a perdere tempo, senza uno scopo o una direzione. C’ĆØ una profonda difficoltĆ  a capire cosa si vuole e un senso di inutilitĆ  che pervade ogni aspetto della vita.
  • Autosabotaggio: la tendenza a “farsi autogol”, a rovinare le opportunitĆ , accompagnata da un senso di inadeguatezza e dall’incapacitĆ  di portare a termine i progetti.

vuoto interiore

Come si cura il vuoto interiore? Perché fuggire non è mai la soluzione

Affrontare il vuoto interiore non ĆØ un compito facile. Come spiegava la psicoanalista Enid Balint, il vuoto ha origini profonde e spesso risale a un’epoca molto precoce. Per questo motivo, non può essere risolto con comportamenti superficiali o soluzioni “veloci”.

La psicoterapia psicodinamica offre strumenti validi per comprendere e trattare il vuoto. Attraverso questo percorso, si impara ad esplorare le origini di questa sensazione, a dare un nome alle emozioni, a riconoscere le difese che si mettono in atto e, soprattutto, a connettersi con la parte più autentica di sé.

Curare il vuoto interiore significa imparare a “stare”, a riempire gli spazi interiori non con persone o attivitĆ , ma con una relazione sana e profonda con sĆ© stessi. Non ĆØ un percorso rapido, ma ĆØ l’unico che può portare a una guarigione duratura.

A proposto di ferite relazionali, ti segnalo questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Comprendere l’evitamento affettivo

vuoto interiore

Donne Indipendenti e Dipendenza Affettiva: Quando l’Autosufficienza ĆØ un Meccanismo di Difesa

Donne Indipendenti e Dipendenza Affettiva: Quando l’Autosufficienza ĆØ un Meccanismo di Difesa

Donne Indipendenti e Dipendenza Affettiva: Quando l’Autosufficienza ĆØ un Meccanismo di Difesa

Foto di RDNE Stock Project da Pexels

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Quante volte hai pronunciato, o pensato, la frase:

«Non ho bisogno di nessuno!»?

continuare terapia

Quest’affermazione suona come un inno alla forza, all’autosufficienza e all’indipendenza.

Eppure, a volte, questa idea di assoluta autosufficienza è solo un potente meccanismo di difesa. È un muro alto che si costruisce non per proteggere la tua forza, ma per non sentire la vulnerabilità che una vera connessione comporta.

Questo muro, in realtĆ , ci impedisce di vedere una semplice ma fondamentale realtĆ : non possiamo vivere senza gli altri.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Il Muro dell'Autosufficienza: Negare il Bisogno Umano di Connessione

Siamo esseri sociali, programmati per la relazione. Fin dalla nascita, la nostra sopravvivenza fisica ed emotiva dipende da un legame sicuro. Il bisogno di una sana dipendenza – intesa come la capacitĆ  di appoggiarsi e fidarsi di persone significative in modo equilibrato – non ĆØ un segno di debolezza: ĆØ semplicemente un segno della nostra natura umana.

Negare questo bisogno non lo elimina. Al contrario, lo costringe a rientrare dalla “porticina di servizio”, manifestandosi in modi distorti, meno sani e spesso eccessivi. ƈ come tappare una valvola: la pressione trova un’altra via d’uscita, ma lo fa in modo disfunzionale.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Le Voci Distorte del Bisogno Negato: Dipendenza Affettiva e Paura dell'Abbandono

Quando il nostro innato bisogno di relazione viene negato, si manifesta in una serie di comportamenti che, paradossalmente, tutto ciò che fanno è solo creare ulteriore sofferenza.

Questi comportamenti, che sono in realtĆ  la voce distorta di quel desiderio istintivo di connessione, possono manifestarsi come:

  • Alternanza tra indipendenza e dipendenza affettiva:Ā momenti in cui ci si sente forti e autosufficienti ed altri in cui si mostra un attaccamento eccessivo e possessivo. In questo caso, si assiste al tentativo disperato di “tenere” l’altro a sĆ©, per placare l’ansia dell’abbandono.
  • IpersensibilitĆ  al rifiuto, perchĆØ si necessita di una continua validazione da parte dell’altro e ogni “no” viene visto come un attacco al proprio valore;
  • Sensazione che la propria felicitĆ  dipenda dall’altro;Ā 
  • Paura dell’abbandono;
  • Attacchi di panico,Ā che in alcuni casi possono anche essere correlati a un Disturbo d’Ansia da Separazione o specifici disturbi di personalitĆ , come il Disturbo Borderline o il Disturbo Istrionico.

Hai mai sentito parlare di “ghosting”? Allora potresti trovare utile questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Ghosting: che cosa ĆØ e come superarlo

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Interdipendenza e Relazioni Sane: Il Ruolo della Psicoterapia Psicoanalitica nel Riconoscere il Bisogno

La vera forza non sta nel farcela sempre da soli, ma nella capacitƠ di essere interdipendenti: star bene con sƩ stessi, ma anche di saper contare sugli altri. Solo riconoscendo il bisogno di legami sicuri si potranno costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca e non sulla paura.

Per imparare a vivere relazioni più sane ed appaganti, è dunque fondamentale esplorare le radici dei propri meccanismi di difesa ed interrompere questa disfunzionalità. La psicoterapia psicoanalitica è uno strumento profondo per questo percorso. Lavorando sulle dinamiche inconsce e sulle esperienze passate, ti permette di:

  • Identificare le radici della tua paura della vulnerabilitĆ ;
  • Interrompere gli schemi di attaccamento disfunzionali;
  • Riscrivere la tua storia emotiva, per permetterti di creare legami adulti e sicuri.

Imparare a vivere relazioni più sane ed appaganti significa smettere di negare il bisogno dell’altro e imparare a gestirlo in modo maturo e consapevole. La psicoterapia psicoanalitica ĆØ anche questo: un viaggio per smontare il muro e riscoprire la forza che c’ĆØ nel potersi finalmente affidare.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

PerchƩ si Alza il Muro?

Non esiste una risposta semplice e universale al “perchĆ©” di questi meccanismi di difesa. Sarebbe riduttivo credere che a ogni comportamento corrisponda una causa unica e precisa: la veritĆ  ĆØ che la mente umana ĆØ un ecosistema complesso fatto di esperienze, traumi e relazioni passate.

Per comprendere veramente cosa abbia generato l’innalzamento di certi muri, ĆØ cruciale intraprendere un viaggio di esplorazione profonda.

Solo all’interno di una relazione terapeutica potrai permetterti, con il giusto tempo, di abbassare le difese ed esplorare quelle parti più profonde di te, che sono rimaste inaccessibili che per anni. E che la tua corazza di indipendenza ha sempre mantenuto tali.

Ti stai chiedendo come capire quando serve una psicoterapia? Clicca qui.

Come capire quando serve una psicoterapia?

Donne Indipendenti e Dipendenza Affettiva: Quando l’Autosufficienza ĆØ un Meccanismo di Difesa

Foto di RDNE Stock Project da Pexels

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Quante volte hai pronunciato, o pensato, la frase:

«Non ho bisogno di nessuno!»?

continuare terapia

Quest’affermazione suona come un inno alla forza, all’autosufficienza e all’indipendenza.

Eppure, a volte, questa idea di assoluta autosufficienza è solo un potente meccanismo di difesa. È un muro alto che si costruisce non per proteggere la tua forza, ma per non sentire la vulnerabilità che una vera connessione comporta.

Questo muro, in realtĆ , ci impedisce di vedere una semplice ma fondamentale realtĆ : non possiamo vivere senza gli altri.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Il Muro dell'Autosufficienza: Negare il Bisogno Umano di Connessione

Siamo esseri sociali, programmati per la relazione. Fin dalla nascita, la nostra sopravvivenza fisica ed emotiva dipende da un legame sicuro. Il bisogno di una sana dipendenza – intesa come la capacitĆ  di appoggiarsi e fidarsi di persone significative in modo equilibrato – non ĆØ un segno di debolezza: ĆØ semplicemente un segno della nostra natura umana.

Negare questo bisogno non lo elimina. Al contrario, lo costringe a rientrare dalla “porticina di servizio”, manifestandosi in modi distorti, meno sani e spesso eccessivi. ƈ come tappare una valvola: la pressione trova un’altra via d’uscita, ma lo fa in modo disfunzionale.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Le Voci Distorte del Bisogno Negato: Dipendenza Affettiva e Paura dell'Abbandono

Quando il nostro innato bisogno di relazione viene negato, si manifesta in una serie di comportamenti che, paradossalmente, tutto ciò che fanno è solo creare ulteriore sofferenza.

Questi comportamenti, che sono in realtĆ  la voce distorta di quel desiderio istintivo di connessione, possono manifestarsi come:

  • Alternanza tra indipendenza e dipendenza affettiva:Ā momenti in cui ci si sente forti e autosufficienti ed altri in cui si mostra un attaccamento eccessivo e possessivo. In questo caso, si assiste al tentativo disperato di “tenere” l’altro a sĆ©, per placare l’ansia dell’abbandono.
  • IpersensibilitĆ  al rifiuto, perchĆØ si necessita di una continua validazione da parte dell’altro e ogni “no” viene visto come un attacco al proprio valore;
  • Sensazione che la propria felicitĆ  dipenda dall’altro;Ā 
  • Paura dell’abbandono;
  • Attacchi di panico,Ā che in alcuni casi possono anche essere correlati a un Disturbo d’Ansia da Separazione o specifici disturbi di personalitĆ , come il Disturbo Borderline o il Disturbo Istrionico.

Hai mai sentito parlare di “ghosting”? Allora potresti trovare utile questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Ghosting: che cosa ĆØ e come superarlo

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Interdipendenza e Relazioni Sane: Il Ruolo della Psicoterapia Psicoanalitica nel Riconoscere il Bisogno

La vera forza non sta nel farcela sempre da soli, ma nella capacitƠ di essere interdipendenti: star bene con sƩ stessi, ma anche di saper contare sugli altri. Solo riconoscendo il bisogno di legami sicuri si potranno costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca e non sulla paura.

Per imparare a vivere relazioni più sane ed appaganti, è dunque fondamentale esplorare le radici dei propri meccanismi di difesa ed interrompere questa disfunzionalità. La psicoterapia psicoanalitica è uno strumento profondo per questo percorso. Lavorando sulle dinamiche inconsce e sulle esperienze passate, ti permette di:

  • Identificare le radici della tua paura della vulnerabilitĆ ;
  • Interrompere gli schemi di attaccamento disfunzionali;
  • Riscrivere la tua storia emotiva, per permetterti di creare legami adulti e sicuri.

Imparare a vivere relazioni più sane ed appaganti significa smettere di negare il bisogno dell’altro e imparare a gestirlo in modo maturo e consapevole. La psicoterapia psicoanalitica ĆØ anche questo: un viaggio per smontare il muro e riscoprire la forza che c’ĆØ nel potersi finalmente affidare.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

PerchƩ si Alza il Muro?

Non esiste una risposta semplice e universale al “perchĆ©” di questi meccanismi di difesa. Sarebbe riduttivo credere che a ogni comportamento corrisponda una causa unica e precisa: la veritĆ  ĆØ che la mente umana ĆØ un ecosistema complesso fatto di esperienze, traumi e relazioni passate.

Per comprendere veramente cosa abbia generato l’innalzamento di certi muri, ĆØ cruciale intraprendere un viaggio di esplorazione profonda.

Solo all’interno di una relazione terapeutica potrai permetterti, con il giusto tempo, di abbassare le difese ed esplorare quelle parti più profonde di te, che sono rimaste inaccessibili che per anni. E che la tua corazza di indipendenza ha sempre mantenuto tali.

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Come capire quando serve una psicoterapia?

Revenge Porn: Conseguenze Psicologiche, PTSD e Codice Rosso (Legge 69/2019)

Revenge Porn: Conseguenze Psicologiche, PTSD e Codice Rosso (Legge 69/2019)

Revenge Porn: Conseguenze Psicologiche, PTSD e Codice Rosso (Legge 69/2019)

Foto di Cottonbro Studio da Pexels

revenge porn

Se guardi, sei complice.

Il revenge porn ĆØ una forma grave di cyber-vittimizzazione e, soprattutto, un reato punito dalla legge italiana.

Si verifica quando immagini o video sessualmente espliciti, precedentemente acquisiti o condivisi con consenso (come nel caso del sexting), vengono diffusi a un pubblico più ampio senza il consenso della persona ritratta (Mckinlay & Lavis, 2020; L. 69/2019). Nonostante il nome suggerisca “vendetta,” il danno psicologico inflitto ĆØ paragonabile a una vera e propria violenza.

In questo articolo, esploriamo le conseguenze psicologiche del revenge porn e analizziamo la normativa introdotta con il Codice Rosso per la tutela delle vittime.

revenge porn

Victim Blaming nel Revenge Porn: Come la Colpevolizzazione Aggrava il Trauma

Le conseguenze psicologiche per la vittima di revenge porn sono spesso decisamente pesanti. La persona, infatti, si ritrova completamente esposta, con la propria intimitĆ  violata e diffusa indiscriminatamente. Si ritrova a dover affrontare, dunque, non solo il trauma, ma anche una fortissima reazione sociale.

Un elemento che aggrava il trauma ĆØ il cosiddetto victim blaming, ovvero la tendenza a colpevolizzare la vittima. Studi scientifici (ad esempio, Mckinlay & Lavis, 2020) hanno dimostrato che la stigmatizzazione ĆØ direttamente correlata al grado di nuditĆ : maggiore ĆØ l’esposizione, maggiore ĆØ il giudizio negativo, spesso descrivendo la vittima come biasimevole o promiscua.

revenge porn

Revenge Porn e Conseguenze Psicologiche: PTSD, Depressione e Ansia Nelle Vittime

Uno studio di Samantha Bates (2016) ha evidenziato come il revenge porn possa scatenare esiti clinici gravi che, per il loro impatto, mostrano notevoli somiglianze con la violenza sessuale. Tra le conseguenze psicologiche del revenge porn più comuni si riscontrano:

  • Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD);
  • Depressione e ansia;
  • Perdita di fiducia nelle relazioni interpersonali;
  • Ideazione suicidaria.

L’esposizione e la violazione dell’intimitĆ  generano un senso di impotenza e vergogna che, spesso, richiedono un sostegno psicologico mirato.

revenge porn

Gli altri traumi sessuali: le conseguenze a lungo termine degli abusi sui minori. Leggi l’articolo.

Abuso Sessuale sui Minori: Le Conseguenze a Lungo Termine (Psichiatriche e Fisiche)

revenge porn

Il Revenge Porn ĆØ Reato: la Tutela Legale con il Codice Rosso (Art. 612-ter)

Fino al 2019, la diffusione illecita di contenuti sessualmente espliciti non era specificamente sanzionata. L’esigenza di una maggiore tutela per le vittime di violenza di genere e domestica ha portato all’approvazione del Codice Rosso.

legge revenge porn

La Legge 69/2019 e l'Art. 612-ter

La Legge n. 69 del 19 luglio 2019, nota col nome di ā€œCodice Rossoā€, ha introdotto importanti modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e ad altre disposizioni in materia di tutela delleĀ vittimeĀ di violenza domestica e di genere. Tra queste, anche la norma che dichiara il revenge porn un reato. Il Codice Rosso, infatti, sanziona specificatamente la diffusione illecita di immagini o videoĀ sessualmente esplicitiĀ senza il consensoĀ delle persone rappresentate.

L’articolo chiave ĆØ il 612-ter del codice penale, intitolato “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti“. Tale reato ĆØ punito con la reclusione da uno a sei anni e una multa da 5mila a 15mila euro. La pena si applica anche a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, li diffonde a sua volta per provocare un danno agli interessati. Ciò vale anche per chi, dopo averli realizzati o sottratti, diffonde questi contenutiĀ sessualmente esplicitiĀ e destinati a rimanere privatiĀ senza il consensoĀ delle persone interessate. Se i fatti sono commessi nell’ambito di una relazione affettiva (anche cessata) o mediante l’impiego di strumenti informatici, ciò va a costituire un aggravante (L. 69/2019).

legge revenge porn

Altri Reati Introdotti dal Codice Rosso

Nell’ottica di una tutela più completa delle vittime di violenza domestica e di genere, il Codice Rosso ha introdotto o inasprito le sanzioni anche per altri reati con un forte impatto psicologico:

  • Costrizione o induzione al matrimonio: punito con la reclusione da uno a cinque anni, aggravato quando il reato ĆØ commesso a danno di minori e si procede anche quando il fatto ĆØ commesso all’estero;
  • Deformazione dell’aspetto della persona tramite lesioni al viso, sanzionata conĀ la reclusione da otto a quattordici anni e conĀ l’ergastolo se la condotta in questione esita nella morte della vittima;
  • Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e delĀ divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, punito con la detenzione da sei mesi a tre anni.
  • Inasprimento delle pene per stalking, violenza sessuale e atti sessuali ai danni di minorenni, omicidio (viene esteso il campo di applicazione delle aggravanti relative all’omicidio aggravato dalle relazioni personali)Ā e maltrattamento contro familiari e conviventi.

A tal proposito, ĆØ bene ricordare che ’art.1 della dichiarazione dell’ONU concernente l’eliminazione della violenza delle donne, definisce ā€œviolenza contro le donneā€ ogni atto che rientra in tutte quelle forme diĀ violenza psicologica,Ā fisicaĀ eĀ sessualeĀ (Charlesworth, 1990).

legge revenge porn

Conclusioni: Quando Cercare Aiuto Psicologico dopo il Revenge Porn

La Legge 69/2019 ha rafforzato in modo cruciale la tutela legale per le vittime di violenza e ha riconosciuto formalmente il revenge porn come un crimine.

Tuttavia, il solo intervento legale non ĆØ sufficiente. L’impatto di reati come il revenge porn, la violenza sessuale e lo stalking lascia ferite profonde, secondo uno studio di Kekelidze e collaboratori (2019), può sfociare in disturbi comeĀ depressione,Ā ansia, abuso di sostanzeĀ eĀ disturbo post-traumatico da stress (PTSD). ƈ fondamentale dunque che la vittima, oltre alla denuncia, si rivolga a un terapeuta adeguatamente formato, per intraprendere un percorso di sostegno psicologico volto ad elaborare il trauma, superare la stigmatizzazione subita e prevenire l’esordio dei appena disturbi citati.

conseguenze psicologiche revenge porn

Psicoterapia: il momento giusto ĆØ adesso? Clicca Ā Clicca qui per scoprire i segnali.

Come capire quando serve una psicoterapia?

conseguenze psicologiche revenge porn

Bibliografia

Bates S., (2016), ā€œRevenge Porn and Mental Health: A Qualitative Analysis of the Mental Health Effects of Revenge Porn on Female Survivorsā€,Ā inĀ Feminist Criminology 1

Charlesworth H., (1990), ā€œThe UN Declaration on Violence Against Womenā€,Ā inĀ Social JusticeĀ 17

Kekelidze Z.I., Kachayeva M.A., Kharitonova N.K., Vasianina V.I., Shishkina O.A., Skibina N.V., Nazarova L.N., (2019), ā€œMedical aspects of domestic violence against women and girls (review)ā€,Ā inĀ Probl Sotsialnoi Gig Zdravookhranenniiai Istor MedĀ 5Ā 

Mckinlay T., Lavis T., (2020), ā€œWhy did she send it in the first place? Victim blame in the context of ā€˜revenge pornā€, inĀ Psychiatry Psychology and LawĀ 3

Selic P., Pesjac K., Kersnik J., (2011), ā€œThe prevalence of exposure to domestic violence and the factors associated with co-occurrence of psychological and physical violence exposure: a sample from primary care patientsā€, inĀ BMC Public HealthĀ 

Revenge Porn: Conseguenze Psicologiche, PTSD e Codice Rosso (Legge 69/2019)

Foto di Cottonbro Studio da Pexels

revenge porn

Se guardi, sei complice

Il revenge porn ĆØ una forma grave di cyber-vittimizzazione e, soprattutto, un reato punito dalla legge italiana.

Si verifica quando immagini o video sessualmente espliciti, precedentemente acquisiti o condivisi con consenso (come nel caso del sexting), vengono diffusi a un pubblico più ampio senza il consenso della persona ritratta (Mckinlay & Lavis, 2020; L. 69/2019). Nonostante il nome suggerisca “vendetta,” il danno psicologico inflitto ĆØ paragonabile a una vera e propria violenza.

In questo articolo, esploriamo le conseguenze psicologiche del revenge porn e analizziamo la normativa introdotta con il Codice Rosso per la tutela delle vittime.

revenge porn

Victim Blaming nel Revenge Porn: Come la Colpevolizzazione Aggrava il Trauma

Le conseguenze psicologiche per la vittima di revenge porn sono spesso decisamente pesanti. La persona, infatti, si ritrova completamente esposta, con la propria intimitĆ  violata e diffusa indiscriminatamente. Si ritrova a dover affrontare, dunque, non solo il trauma, ma anche una fortissima reazione sociale.

Un elemento che aggrava il trauma ĆØ il cosiddetto victim blaming, ovvero la tendenza a colpevolizzare la vittima. Studi scientifici (ad esempio, Mckinlay & Lavis, 2020) hanno dimostrato che la stigmatizzazione ĆØ direttamente correlata al grado di nuditĆ : maggiore ĆØ l’esposizione, maggiore ĆØ il giudizio negativo, spesso descrivendo la vittima come biasimevole o promiscua.

revenge porn

Revenge Porn e Conseguenze Psicologiche: PTSD, Depressione e Ansia Nelle Vittime

Uno studio di Samantha Bates (2016) ha evidenziato come il revenge porn possa scatenare esiti clinici gravi che, per il loro impatto, mostrano notevoli somiglianze con la violenza sessuale. Tra le conseguenze psicologiche del revenge porn più comuni si riscontrano:

  • Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD);
  • Depressione e ansia;
  • Perdita di fiducia nelle relazioni interpersonali;
  • Ideazione suicidaria.

L’esposizione e la violazione dell’intimitĆ  generano un senso di impotenza e vergogna che, spesso, richiedono un sostegno psicologico mirato.

revenge porn

Gli altri traumi sessuali: le conseguenze a lungo termine degli abusi sui minori. Leggi l’articolo.

Abuso Sessuale sui Minori: Le Conseguenze a Lungo Termine (Psichiatriche e Fisiche)

revenge porn

Il Revenge Porn ĆØ Reato: la Tutela Legale con il Codice Rosso (Art. 612-ter)

Fino al 2019, la diffusione illecita di contenuti sessualmente espliciti non era specificamente sanzionata. L’esigenza di una maggiore tutela per le vittime di violenza di genere e domestica ha portato all’approvazione del Codice Rosso.

legge revenge porn

La Legge 69/2019 e l'Art. 612-ter

La Legge n. 69 del 19 luglio 2019, nota col nome di ā€œCodice Rossoā€, ha introdotto importanti modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e ad altre disposizioni in materia di tutela delleĀ vittimeĀ di violenza domestica e di genere. Tra queste, anche la norma che dichiara il revenge porn un reato. Il Codice Rosso, infatti, sanziona specificatamente la diffusione illecita di immagini o videoĀ sessualmente esplicitiĀ senza il consensoĀ delle persone rappresentate.

L’articolo chiave ĆØ il 612-ter del codice penale, intitolato “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti“. Tale reato ĆØ punito con la reclusione da uno a sei anni e una multa da 5mila a 15mila euro. La pena si applica anche a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, li diffonde a sua volta per provocare un danno agli interessati. Ciò vale anche per chi, dopo averli realizzati o sottratti, diffonde questi contenuti sessualmente esplicitiĀ e destinati a rimanere privatiĀ senza il consensoĀ delle persone interessate. Se i fatti sono commessi nell’ambito di una relazione affettiva (anche cessata) o mediante l’impiego di strumenti informatici, ciò va a costituire un aggravante (L. 69/2019).

legge revenge porn

Altri Reati Introdotti dal Codice Rosso

Nell’ottica di una tutela più completa delle vittime di violenza domestica e di genere, il Codice Rosso ha introdotto o inasprito le sanzioni anche per altri reati con un forte impatto psicologico:

  • Costrizione o induzione al matrimonio: punito con la reclusione da uno a cinque anni, aggravato quando il reato ĆØ commesso a danno di minori e si procede anche quando il fatto ĆØ commesso all’estero;
  • Deformazione dell’aspetto della persona tramite lesioni al viso, sanzionata conĀ la reclusione da otto a quattordici anni e conĀ l’ergastolo se la condotta in questione esita nella morte della vittima;
  • Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e delĀ divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, punito con la detenzione da sei mesi a tre anni.
  • Inasprimento delle pene per stalking, violenza sessuale e atti sessuali ai danni di minorenni, omicidio (viene esteso il campo di applicazione delle aggravanti relative all’omicidio aggravato dalle relazioni personali)Ā e maltrattamento contro familiari e conviventi.

A tal proposito, ĆØ bene ricordare che ’art.1 della dichiarazione dell’ONU concernente l’eliminazione della violenza delle donne, definisce ā€œviolenza contro le donneā€ ogni atto che rientra in tutte quelle forme diĀ violenza psicologica,Ā fisicaĀ eĀ sessualeĀ (Charlesworth, 1990).

legge revenge porn

Conclusioni: Quando Cercare Aiuto Psicologico dopo il Revenge Porn

La Legge 69/2019 ha rafforzato in modo cruciale la tutela legale per le vittime di violenza e ha riconosciuto formalmente il revenge porn come un crimine.

Tuttavia, il solo intervento legale non ĆØ sufficiente. L’impatto di reati come il revenge porn, la violenza sessuale e lo stalking lascia ferite profonde, secondo uno studio di Kekelidze e collaboratori (2019), può sfociare in disturbi comeĀ depressione,Ā ansia, abuso di sostanzeĀ eĀ disturbo post-traumatico da stress (PTSD). ƈ fondamentale dunque che la vittima, oltre alla denuncia, si rivolga a un terapeuta adeguatamente formato, per intraprendere un percorso di sostegno psicologico volto ad elaborare il trauma, superare la stigmatizzazione subita e prevenire l’esordio dei appena disturbi citati.

conseguenze psicologiche revenge porn

Psicoterapia: il momento giusto ĆØ adesso? Clicca Ā Clicca qui per scoprire i segnali.

Come capire quando serve una psicoterapia?

conseguenze psicologiche revenge porn

Bibliografia

Bates S., (2016), ā€œRevenge Porn and Mental Health: A Qualitative Analysis of the Mental Health Effects of Revenge Porn on Female Survivorsā€,Ā inĀ Feminist Criminology 1

Charlesworth H., (1990), ā€œThe UN Declaration on Violence Against Womenā€,Ā inĀ Social JusticeĀ 17

Kekelidze Z.I., Kachayeva M.A., Kharitonova N.K., Vasianina V.I., Shishkina O.A., Skibina N.V., Nazarova L.N., (2019), ā€œMedical aspects of domestic violence against women and girls (review)ā€,Ā inĀ Probl Sotsialnoi Gig Zdravookhranenniiai Istor MedĀ 5Ā 

Mckinlay T., Lavis T., (2020), ā€œWhy did she send it in the first place? Victim blame in the context of ā€˜revenge pornā€, inĀ Psychiatry Psychology and LawĀ 3

Selic P., Pesjac K., Kersnik J., (2011), ā€œThe prevalence of exposure to domestic violence and the factors associated with co-occurrence of psychological and physical violence exposure: a sample from primary care patientsā€, inĀ BMC Public HealthĀ 

Devo Continuare la Terapia Se Non ne Ho Voglia?

Devo Continuare la Terapia Se Non ne Ho Voglia?

Devo Continuare la Terapia Se Non ne Ho Voglia?

Foto di Mart Production da Pexels

continuare la terapia

La psicoterapia ĆØ sƬ un viaggio, ma non sempre una ā€œpasseggiataā€. Come in ogni percorso significativo, ci sono momenti di entusiasmo e, inevitabilmente, periodi in cui la voglia di proseguire la terapia si perde. Forse ti senti stanco/a, forse pensi di aver risolto o forse semplicemente non ne hai più voglia.

Se questo momento è arrivato, sappi che non sei il solo. La demotivazione è estremamente comune, soprattutto in una fase cruciale del lavoro su di sé. Se ti stai chiedendo:

«Devo continuare la terapia se non ne ho voglia?»

continuare la terapia

la prima cosa da sapere ĆØ questa: non c’è alcun obbligo a proseguire. E questa ĆØ una buona notizia. Tuttavia, quando questo momento arriva, sappi che non ĆØ mai un caso.

continuare la terapia

La buona notizia e il passo cruciale

La buona notizia, come dicevamo poco fa, è che hai il pieno diritto di interrompere la terapia se senti che non fa più per te. Il processo è tuo e tua è la libertà di scelta.

Tuttavia, prima di decidere di troncare di netto, arriva il passo più importante. Fermati e poniti questa domanda:

«Perché voglio interrompere proprio ora questa relazione?»

Sì, hai letto bene: la psicoterapia è, innanzitutto, una questione relazionale!

continuare la terapia

Non ĆØ un Capriccio: Cosa si Nasconde Dietro la Perdita di Motivazione?

Spesso, la perdita della voglia di proseguire non è un semplice capriccio. È, invece, un segnale che sta accadendo qualcosa a livello relazionale.

Questo “qualcosa” può avere diverse origini e significati:

  • Tensioni esterne riversate: Potrebbe essere un momento difficile nella tua vita (lavorativo, familiare, sentimentale) che, inconsciamente, stai riversando nel rapporto con il tuo terapeuta;
  • Dinamiche nello spazio terapeutico: Potrebbe essersi creato qualcosa proprio tra te e il tuo psicologo: un’incomprensione, una resistenza o il riemergere di vecchi schemi relazionali (anche se non ne sei pienamente consapevole);
  • Paura del cambiamento: A volte, la resistenza arriva proprio quando il cambiamento ĆØ imminente o quando si toccano temi particolarmente dolorosi o delicati. La tua mente potrebbe attivare un meccanismo di fuga per proteggersi.

Seduta di terapia inutile? Se hai provato questa sensazione, questo articolo ti aiuterĆ  a fare chiarezza.

Quando la seduta di terapia ĆØ stata inutile

continuare la terapia

L'Importanza Cruciale di Parlarne con il tuo Psicologo

Proprio per questo motivo, ĆØ di cruciale importanza parlarne col tuo terapeuta.

Ricordati sempre che il tuo psicologo non giudica, ma ti aiuta a capire.

Portare in seduta il pensiero di voler interrompere, la demotivazione o la rabbia che provi verso il percorso ĆØ un gesto di responsabilitĆ  e di profonda onestĆ .

Parlarne esplicitamente col tuo terapeuta di aiuterĆ  a:

  • Dargli un senso: discutere apertamente di questo sentimento ĆØ l’unico modo per dare un senso a ciò che provi;
  • Trovare una chiave di volta: riconoscere e analizzare la resistenza può rappresentare un momento di svolta nel tuo percorso di terapia, portando a una nuova comprensione e a un salto di qualitĆ .

E, se alla fine, dopo aver discusso e compreso la radice del blocco, la scelta rimane quella di chiudere, avrai almeno la certezza di aver trovato la giusta, consapevole e risolutiva conclusione.

continuare la terapia

Stai pensando d’interrompere la psicoterapia? Leggi questo articolo.Ā 

Posso smettere la psicoterapia da solo?

Devo Continuare la Terapia Se Non ne Ho Voglia?

Foto di Mart Production da Pexels

continuare la terapia

La psicoterapia ĆØ sƬ un viaggio, ma non sempre una ā€œpasseggiataā€. Come in ogni percorso significativo, ci sono momenti di entusiasmo e, inevitabilmente, periodi in cui la voglia di proseguire la terapia si perde. Forse ti senti stanco/a, forse pensi di aver risolto o forse semplicemente non ne hai più voglia.

Se questo momento è arrivato, sappi che non sei il solo. La demotivazione è estremamente comune, soprattutto in una fase cruciale del lavoro su di sé. Se ti stai chiedendo:

«Devo continuare la terapia se non ne ho voglia?»

continuare la terapia

la prima cosa da sapere ĆØ questa: non c’è alcun obbligo a proseguire. E questa ĆØ una buona notizia. Tuttavia, quando questo momento arriva, sappi che non ĆØ mai un caso.

continuare la terapia

La buona notizia e il passo cruciale

La buona notizia, come dicevamo poco fa, è che hai il pieno diritto di interrompere la terapia se senti che non fa più per te. Il processo è tuo e tua è la libertà di scelta.

Tuttavia, prima di decidere di troncare di netto, arriva il passo più importante. Fermati e poniti questa domanda:

«Perché voglio interrompere proprio ora questa relazione?»

Sì, hai letto bene: la psicoterapia è, innanzitutto, una questione relazionale!

continuare la terapia

Non ĆØ un Capriccio: Cosa si Nasconde Dietro la Perdita di Motivazione?

Spesso, la perdita della voglia di proseguire non è un semplice capriccio. È, invece, un segnale che sta accadendo qualcosa a livello relazionale.

Questo “qualcosa” può avere diverse origini e significati:

  • Tensioni esterne riversate: Potrebbe essere un momento difficile nella tua vita (lavorativo, familiare, sentimentale) che, inconsciamente, stai riversando nel rapporto con il tuo terapeuta;
  • Dinamiche nello spazio terapeutico: Potrebbe essersi creato qualcosa proprio tra te e il tuo psicologo: un’incomprensione, una resistenza o il riemergere di vecchi schemi relazionali (anche se non ne sei pienamente consapevole);
  • Paura del cambiamento: A volte, la resistenza arriva proprio quando il cambiamento ĆØ imminente o quando si toccano temi particolarmente dolorosi o delicati. La tua mente potrebbe attivare un meccanismo di fuga per proteggersi.

continuare la terapia

Seduta di terapia inutile? Se hai provato questa sensazione, questo articolo ti aiuterĆ  a fare chiarezza.

Quando la seduta di terapia ĆØ stata inutile

L'Importanza Cruciale di Parlarne con il tuo Psicologo

Proprio per questo motivo, ĆØ di cruciale importanza parlarne col tuo terapeuta.

Ricordati sempre che il tuo psicologo non giudica, ma ti aiuta a capire.

Portare in seduta il pensiero di voler interrompere, la demotivazione o la rabbia che provi verso il percorso ĆØ un gesto di responsabilitĆ  e di profonda onestĆ .

Parlarne esplicitamente col tuo terapeuta di aiuterĆ  a:

  • Dargli un senso: discutere apertamente di questo sentimento ĆØ l’unico modo per dare un senso a ciò che provi;
  • Trovare una chiave di volta: riconoscere e analizzare la resistenza può rappresentare un momento di svolta nel tuo percorso di terapia, portando a una nuova comprensione e a un salto di qualitĆ .

E, se alla fine, dopo aver discusso e compreso la radice del blocco, la scelta rimane quella di chiudere, avrai almeno la certezza di aver trovato la giusta, consapevole e risolutiva conclusione.

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Dr.ssa Gloria Rossi - Psicologa EMDR Psicoterapia