Adolescenti: istruzioni per l’uso!

da | Dic 14, 2024 | Adolescenza | 0 commenti

«Forse l’adolescenza è la tappa più breve della nostra vita, ma è la più emozionante di tutte!»

Charlotte Vega nel film “Il club degli incompresi” (2014)

L’adolescenza è senza dubbio la fase più intensa nostra della vita. Chi è stato adolescente ricorda quegli anni carichi d’impeto, di emozioni intense, di prime esperienze e di ribellioni, tra ormoni in tumulto e un corpo in trasformazione.

Tuttavia, quando parliamo di adolescenza, il discorso si fa delicato. Gli adolescenti, infatti, non hanno ancora portato a compimento il loro processo di maturazione, personologica e cerebrale.

Un tempo l’adolescenza era considerata un fenomeno puramente sociale, una fase di transizione che portava con sé le paure, le difficoltà e i rifiuti del dover imparare a gestire i nuovi ruoli della vita adulta. Tuttavia, negli ultimi decenni, infatti, le neuroscienze hanno fatto una scoperta che ha letteralmente rivoluzionato il modo di guardare all’adolescenza.

Adolescenti: che cos'hanno scoperto i neuroscienziati?

I neuroscienziati hanno scoperto che l’adolescenza è, essenzialmente, una dinamica cerebrale.

Come ben spiegato dai brief per l’American Medical Association (2004), prodotti durante lo storico processo Roper v. Simmons (2005) e la cui sentenza ha dichiarato incostituzionale, negli Stati Uniti, la pena di morte per i minorenni, la corteccia prefrontale, in questa fase, va incontro a un profondo riassetto.

Questo processo, che va all’incirca dagli 11 ai 19 anni, contribuisce a quell’instabilità emotiva, comportamentale e motivazionale che caratterizza gli adolescenti in questo periodo.

Che tipo di riassetto?

Durante questa fase, le reti neurali che si sono formate durante l’infanzia devono essere integrate in circuiti più complessi, poiché il cervello del bambino deve evolversi in quello di un adulto. Per fare questo, sono necessarie delle temporanee disconnessioni e riconnessioni, che impiegano diversi anni.

Adolescenza: la corteccia prefrontale

Potremmo dire che, da un punto di vista cerebrale, nel momento in cui la corteccia prefrontale inizia a riorganizzarsi, è lì che si diventa, ufficialmente, adolescenti.

Che cos’è la corteccia prefrontale?  È la parte più anteriore del cervello ed considerata la sede delle funzioni più complesse che abbiamo: le funzioni esecutive. Per intenderci, esse costituiscono le nostre funzioni di ordine superiore, che non a caso non si padroneggiano finché la corteccia prefrontale non è completamente giunta a maturazione. Alcuni esempi di funzioni esecutive “fredde” sono:

  • la pianificazione: la capacità di organizzare i passaggi necessari per raggiungere un obiettivo, creando una sequenza di azioni efficaci;
  • l’anticipazione delle conseguenze: prevedere i risultati delle proprie azioni prima di metterle in pratica;
  • il problem solving: la capacità di analizzare le informazioni, identificare i problemi e trovare soluzioni efficaci;
  • la flessibilità cognitiva: la capacità di cambiare strategia o punto di vista quando cambiano le condizioni, riadattandosi alle nuove situazioni.

Invece, tra le funzioni esecutive “calde”, cioè quelle più a stretto contatto con la sfera affettiva, troviamo:

  • la regolazione emotiva: la capacità di gestire e modulare le proprie emozioni in modo appropriato. Questo include riconoscere le proprie emozioni e saperle esprimere o contenere a seconda del contesto.
  • il controllo degli impulsi: la capacità di resistere a reazioni immediate o a desideri gratificanti nel breve termine, a favore di obiettivi a lungo termine o di comportamenti socialmente accettabili. È fondamentale per evitare comportamenti rischiosi o inappropriati.

Ora, con la corteccia prefrontale in ristrutturazione, quale altra struttura presiederà al controllo inibitorio, alla valutazione del rischio, all’anticipazione delle conseguenze e a tutte quelle funzioni in cui gli adolescenti sono noti non eccellere? Dentro quel cervello, nessuna.

Per questo motivo, in questo periodo di transizione, fondamentale è la presenza degli adulti, in grado di fungere da “corteccia prefrontale esterna” fino a che i ragazzi non potranno contare sulla propria.

Conclusioni

In conclusione, possiamo dire che gli sbalzi d’umore e le disregolazioni comportamentali tipiche degli adolescenti sono, almeno in parte, frutto di un naturale processo di riassetto cerebrale, il quale è inevitabile per raggiungere la piena maturazione del cervello e della personalità.

In questo contesto, la presenza di un adulto in gamba capace di trovare la giusta via d’accesso per farsi ascoltare senza essere respinto, è un aspetto indubbiamente complesso quanto, al tempo stesso, essenziale.

Bibliografia

Roper v. Simmons (03-633) 543 U.S. 551 (2005).

Brief for the American Psychological Association, and the Missouri Psychological Association as Amici Curiae Supporting Respondent (2004).

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