Donne Indipendenti e Dipendenza Affettiva: Quando l’Autosufficienza è un Meccanismo di Difesa

Donne Indipendenti e Dipendenza Affettiva: Quando l’Autosufficienza è un Meccanismo di Difesa

Donne Indipendenti e Dipendenza Affettiva: Quando l’Autosufficienza è un Meccanismo di Difesa

Foto di RDNE Stock Project da Pexels

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Quante volte hai pronunciato, o pensato, la frase:

«Non ho bisogno di nessuno!»?

continuare terapia

Quest’affermazione suona come un inno alla forza, all’autosufficienza e all’indipendenza.

Eppure, a volte, questa idea di assoluta autosufficienza è solo un potente meccanismo di difesa. È un muro alto che si costruisce non per proteggere la tua forza, ma per non sentire la vulnerabilità che una vera connessione comporta.

Questo muro, in realtà, ci impedisce di vedere una semplice ma fondamentale realtà: non possiamo vivere senza gli altri.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Il Muro dell'Autosufficienza: Negare il Bisogno Umano di Connessione

Siamo esseri sociali, programmati per la relazione. Fin dalla nascita, la nostra sopravvivenza fisica ed emotiva dipende da un legame sicuro. Il bisogno di una sana dipendenza – intesa come la capacità di appoggiarsi e fidarsi di persone significative in modo equilibrato – non è un segno di debolezza: è semplicemente un segno della nostra natura umana.

Negare questo bisogno non lo elimina. Al contrario, lo costringe a rientrare dalla “porticina di servizio”, manifestandosi in modi distorti, meno sani e spesso eccessivi. È come tappare una valvola: la pressione trova un’altra via d’uscita, ma lo fa in modo disfunzionale.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Le Voci Distorte del Bisogno Negato: Dipendenza Affettiva e Paura dell'Abbandono

Quando il nostro innato bisogno di relazione viene negato, si manifesta in una serie di comportamenti che, paradossalmente, tutto ciò che fanno è solo creare ulteriore sofferenza.

Questi comportamenti, che sono in realtà la voce distorta di quel desiderio istintivo di connessione, possono manifestarsi come:

  • Alternanza tra indipendenza e dipendenza affettiva: momenti in cui ci si sente forti e autosufficienti ed altri in cui si mostra un attaccamento eccessivo e possessivo. In questo caso, si assiste al tentativo disperato di “tenere” l’altro a sé, per placare l’ansia dell’abbandono.
  • Ipersensibilità al rifiuto, perchè si necessita di una continua validazione da parte dell’altro e ogni “no” viene visto come un attacco al proprio valore;
  • Sensazione che la propria felicità dipenda dall’altro; 
  • Paura dell’abbandono;
  • Attacchi di panico, che in alcuni casi possono anche essere correlati a un Disturbo d’Ansia da Separazione o specifici disturbi di personalità, come il Disturbo Borderline o il Disturbo Istrionico.

Hai mai sentito parlare di “ghosting”? Allora potresti trovare utile questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Ghosting: che cosa è e come superarlo

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Interdipendenza e Relazioni Sane: Il Ruolo della Psicoterapia Psicoanalitica nel Riconoscere il Bisogno

La vera forza non sta nel farcela sempre da soli, ma nella capacità di essere interdipendenti: star bene con sé stessi, ma anche di saper contare sugli altri. Solo riconoscendo il bisogno di legami sicuri si potranno costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca e non sulla paura.

Per imparare a vivere relazioni più sane ed appaganti, è dunque fondamentale esplorare le radici dei propri meccanismi di difesa ed interrompere questa disfunzionalità. La psicoterapia psicoanalitica è uno strumento profondo per questo percorso. Lavorando sulle dinamiche inconsce e sulle esperienze passate, ti permette di:

  • Identificare le radici della tua paura della vulnerabilità;
  • Interrompere gli schemi di attaccamento disfunzionali;
  • Riscrivere la tua storia emotiva, per permetterti di creare legami adulti e sicuri.

Imparare a vivere relazioni più sane ed appaganti significa smettere di negare il bisogno dell’altro e imparare a gestirlo in modo maturo e consapevole. La psicoterapia psicoanalitica è anche questo: un viaggio per smontare il muro e riscoprire la forza che c’è nel potersi finalmente affidare.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Perché si Alza il Muro?

Non esiste una risposta semplice e universale al “perché” di questi meccanismi di difesa. Sarebbe riduttivo credere che a ogni comportamento corrisponda una causa unica e precisa: la verità è che la mente umana è un ecosistema complesso fatto di esperienze, traumi e relazioni passate.

Per comprendere veramente cosa abbia generato l’innalzamento di certi muri, è cruciale intraprendere un viaggio di esplorazione profonda.

Solo all’interno di una relazione terapeutica potrai permetterti, con il giusto tempo, di abbassare le difese ed esplorare quelle parti più profonde di te, che sono rimaste inaccessibili che per anni. E che la tua corazza di indipendenza ha sempre mantenuto tali.

Ti stai chiedendo come capire quando serve una psicoterapia? Clicca qui.

Come capire quando serve una psicoterapia?

Donne Indipendenti e Dipendenza Affettiva: Quando l’Autosufficienza è un Meccanismo di Difesa

Foto di RDNE Stock Project da Pexels

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Quante volte hai pronunciato, o pensato, la frase:

«Non ho bisogno di nessuno!»?

continuare terapia

Quest’affermazione suona come un inno alla forza, all’autosufficienza e all’indipendenza.

Eppure, a volte, questa idea di assoluta autosufficienza è solo un potente meccanismo di difesa. È un muro alto che si costruisce non per proteggere la tua forza, ma per non sentire la vulnerabilità che una vera connessione comporta.

Questo muro, in realtà, ci impedisce di vedere una semplice ma fondamentale realtà: non possiamo vivere senza gli altri.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Il Muro dell'Autosufficienza: Negare il Bisogno Umano di Connessione

Siamo esseri sociali, programmati per la relazione. Fin dalla nascita, la nostra sopravvivenza fisica ed emotiva dipende da un legame sicuro. Il bisogno di una sana dipendenza – intesa come la capacità di appoggiarsi e fidarsi di persone significative in modo equilibrato – non è un segno di debolezza: è semplicemente un segno della nostra natura umana.

Negare questo bisogno non lo elimina. Al contrario, lo costringe a rientrare dalla “porticina di servizio”, manifestandosi in modi distorti, meno sani e spesso eccessivi. È come tappare una valvola: la pressione trova un’altra via d’uscita, ma lo fa in modo disfunzionale.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Le Voci Distorte del Bisogno Negato: Dipendenza Affettiva e Paura dell'Abbandono

Quando il nostro innato bisogno di relazione viene negato, si manifesta in una serie di comportamenti che, paradossalmente, tutto ciò che fanno è solo creare ulteriore sofferenza.

Questi comportamenti, che sono in realtà la voce distorta di quel desiderio istintivo di connessione, possono manifestarsi come:

  • Alternanza tra indipendenza e dipendenza affettiva: momenti in cui ci si sente forti e autosufficienti ed altri in cui si mostra un attaccamento eccessivo e possessivo. In questo caso, si assiste al tentativo disperato di “tenere” l’altro a sé, per placare l’ansia dell’abbandono.
  • Ipersensibilità al rifiuto, perchè si necessita di una continua validazione da parte dell’altro e ogni “no” viene visto come un attacco al proprio valore;
  • Sensazione che la propria felicità dipenda dall’altro; 
  • Paura dell’abbandono;
  • Attacchi di panico, che in alcuni casi possono anche essere correlati a un Disturbo d’Ansia da Separazione o specifici disturbi di personalità, come il Disturbo Borderline o il Disturbo Istrionico.

Hai mai sentito parlare di “ghosting”? Allora potresti trovare utile questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Ghosting: che cosa è e come superarlo

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Interdipendenza e Relazioni Sane: Il Ruolo della Psicoterapia Psicoanalitica nel Riconoscere il Bisogno

La vera forza non sta nel farcela sempre da soli, ma nella capacità di essere interdipendenti: star bene con sé stessi, ma anche di saper contare sugli altri. Solo riconoscendo il bisogno di legami sicuri si potranno costruire relazioni basate sulla fiducia reciproca e non sulla paura.

Per imparare a vivere relazioni più sane ed appaganti, è dunque fondamentale esplorare le radici dei propri meccanismi di difesa ed interrompere questa disfunzionalità. La psicoterapia psicoanalitica è uno strumento profondo per questo percorso. Lavorando sulle dinamiche inconsce e sulle esperienze passate, ti permette di:

  • Identificare le radici della tua paura della vulnerabilità;
  • Interrompere gli schemi di attaccamento disfunzionali;
  • Riscrivere la tua storia emotiva, per permetterti di creare legami adulti e sicuri.

Imparare a vivere relazioni più sane ed appaganti significa smettere di negare il bisogno dell’altro e imparare a gestirlo in modo maturo e consapevole. La psicoterapia psicoanalitica è anche questo: un viaggio per smontare il muro e riscoprire la forza che c’è nel potersi finalmente affidare.

Dipendenza affettiva donne indipendenti

Perché si Alza il Muro?

Non esiste una risposta semplice e universale al “perché” di questi meccanismi di difesa. Sarebbe riduttivo credere che a ogni comportamento corrisponda una causa unica e precisa: la verità è che la mente umana è un ecosistema complesso fatto di esperienze, traumi e relazioni passate.

Per comprendere veramente cosa abbia generato l’innalzamento di certi muri, è cruciale intraprendere un viaggio di esplorazione profonda.

Solo all’interno di una relazione terapeutica potrai permetterti, con il giusto tempo, di abbassare le difese ed esplorare quelle parti più profonde di te, che sono rimaste inaccessibili che per anni. E che la tua corazza di indipendenza ha sempre mantenuto tali.

Ti stai chiedendo come capire quando serve una psicoterapia? Clicca qui.

Come capire quando serve una psicoterapia?

Come capire quando serve una psicoterapia?

Come capire quando serve una psicoterapia?

Come capire quando serve una psicoterapia?

Foto di Sophia Alejandra da Pexels

Decidere di intraprendere un percorso di psicoterapia è un passo significativo, spesso accompagnato da dubbi e domande, specialmente se è la prima volta.

«Come capire quand’è il momento?»

«Ci dev’essere qualcosa che scatena?»

«È qualcosa che tutti dovrebbero fare?»

Se ti stai ponendo queste domande, sei nel posto giusto. In questo articolo, esploreremo i motivi per cui le persone iniziano una psicoterapia, i suoi benefici e sfateremo alcuni miti comuni. Soprattutto, risponderemo alla domanda principale e cioè come capire quand’è il momento di iniziare una psicoterapia.

Quando Iniziare un Percorso di Psicoterapia?

Spesso, si decide d’iniziare un percorso quando si vive un momento di crisi. Quando si sta male, quando si vive qualcosa che rompe. Può essere un periodo di forte difficoltà, un evento che spezza gli equilibri o una sensazione persistente di malessere. È proprio in questi momenti che emerge il bisogno di prendersi cura di sé in modo più profondo. Questa crisi, tuttavia, diventa anche un’occasione per andare a risolvere quegli aspetti che sono stati sempre lasciati da parte e che hanno condotto al crollo.

Diventa dunque necessario, a questo punto, andare a modificare quelle premesse che hanno portato alla caduta: se continuerai sempre con le stesse modalità, inevitabilmente, cadrai di nuovo. Sei d’accordo?

La terapia, dunque, non è solo un modo per affrontare la crisi attuale, ma diventa anche un’opportunità preziosa per esplorare e risolvere quelle dinamiche irrisolte che, nel tempo, hanno contribuito al tuo attuale stato di difficoltà. È un percorso che ti permette di modificare schemi e comportamenti che non ti servono più, prevenendo future ricadute e promuovendo un cambiamento duraturo. Questo processo richiede tempo e impegno, ma i risultati possono veramente trasformare la tua vita.

Iniziare una terapia significa essere "pazzi"? Assolutamente no!

Ancora oggi, quando si pensa alla terapia, spesso ci si immagina una persona affetta da gravi turbe mentali, che nel gergo comune rientrano sotto lo stigma di “pazzia”. In realtà, solo una piccola parte delle persone che intraprendono un percorso privato di psicoterapia soffre di un disturbo mentale severo. Anzi, per queste patologie più delicate, l’intervento principale è spesso di natura farmacologica, con lo psichiatra come figura centrale, affiancato dallo psicoterapeuta.

La psicoterapia è tutt’altro. È un viaggio dolce e profondo alla scoperta di sé, un riassesto delle parti, un intervento che riesce a dare senso a tutto ciò che è stato. È una relazione che cura, che ti permette di raggiungere profondità che altri mezzi non toccano. Non hai bisogno di una diagnosi di disturbo psicotico per iniziarla. Al contrario, la psicoterapia è lo strumento d’elezione per curare le ferite interiori e ricostruire la tua persona su basi più solide ed equilibrate.

La Psicoterapia Ha Effetti Collaterali?

La buona notizia è che la psicoterapia non ha controindicazioni! Non ci sono effetti collaterali negativi nel senso tradizionale.

Durante il percorso, potresti rivivere o affrontare emozioni intense come rabbia, tristezza o vergogna. Questo accade perché la terapia ti aiuta a portare in superficie esperienze passate o sentimenti che potresti aver represso. Sebbene possa sembrare un momento difficile, è una parte necessaria e costruttiva del processo di guarigione.

Importante è che tutto ciò avviene all’interno di un ambiente terapeutico sicuro e protetto, con il supporto e il contenimento del tuo terapeuta. Sarà al tuo fianco per offrirti sicurezza ed aiutarti a elaborare queste emozioni, permettendoti di rimettere ogni tassello al suo posto.

ragazza nuda in acqua con dei fiori bianchi che galleggiano in superficie

Foto di Anna Tarazevich da Pexels

La Terapia è per Tutti?

Considerando l’assenza di controindicazioni, possiamo affermare che chiunque può trarre beneficio da un percorso di psicoterapia. Non è necessario affrontare una crisi profonda o avere un disturbo mentale per iniziare. La terapia, ad esempio, può essere uno strumento prezioso per:

  • migliorare la consapevolezza di sé: comprendere meglio i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi comportamenti;
  • gestire lo stress: sviluppare strategie più efficaci per affrontare le pressioni che vivi;
  • migliorare le relazioni: apprendere nuove modalità di interazione con gli altri, più adattive ed efficaci;
  • raggiungere gli obiettivi personali: sviluppare le risorse che già hai per realizzare il tuo potenziale;
  • prevenire futuri disagi: agire proattivamente sul tuo benessere psicologico.

Vuoi intraprendere un percorso di psicoterapia ma sei preoccupato per i costi? Forse non sai che le spese per le sedute sono detraibili!

Scopri in questo articolo come funziona la detrazione fiscale per la psicoterapia. 

Le spese per la psicoterapia sono detraibili?

Insomma, come Capire Quando Serve una Psicoterapia?

In sintesi, non esiste un manuale che detti il momento o il motivo giusto per iniziare un percorso psicoterapeutico. Ognuno di noi ha il proprio tempo, i propri bisogni e le proprie vulnerabilità. Soprattutto, ognuno ha i propri meccanismi di difesa, ma dato che approfondire questo aspetto implicherebbe scendere troppo nel tecnico, mi limito solamente a citarlo.

Ciò che è davvero fondamentale è che, nel momento in cui decidi di intraprendere questo viaggio, tu sia spinto da una sincera motivazione personale. La terapia è un impegno verso te stesso: non la si intraprende per compiacere gli altri o per illudersi, ma per costruire un benessere autentico e duraturo, che può permetterti di migliorare significativamente la qualità della tua vita.

Ti è mai capitato di uscire da una seduta di terapia con la sensazione che sia stata inutile? Non sei l’unico. Scopri perché accade e cosa puoi fare in questo articolo.

Quando la seduta di terapia è stata inutile

Come capire quando serve una psicoterapia?

Foto di Sophia Alejandra da Pexels

Decidere di intraprendere un percorso di psicoterapia è un passo significativo, spesso accompagnato da dubbi e domande, specialmente se è la prima volta.

«Come capire quand’è il momento?»

«Ci dev’essere qualcosa che scatena?»

«È qualcosa che tutti dovrebbero fare?»

Se ti stai ponendo queste domande, sei nel posto giusto. In questo articolo, esploreremo i motivi per cui le persone iniziano una psicoterapia, i suoi benefici e sfateremo alcuni miti comuni. Soprattutto, risponderemo alla domanda principale e cioè come capire quand’è il momento di iniziare una psicoterapia.

Quando Iniziare un Percorso di Psicoterapia?

Spesso, si decide d’iniziare un percorso quando si vive un momento di crisi. Quando si sta male, quando si vive qualcosa che rompe. Può essere un periodo di forte difficoltà, un evento che spezza gli equilibri o una sensazione persistente di malessere. È proprio in questi momenti che emerge il bisogno di prendersi cura di sé in modo più profondo. Questa crisi, tuttavia, diventa anche un’occasione per andare a risolvere quegli aspetti che sono stati sempre lasciati da parte e che hanno condotto al crollo.

Diventa dunque necessario, a questo punto, andare a modificare quelle premesse che hanno portato alla caduta: se continuerai sempre con le stesse modalità, inevitabilmente, cadrai di nuovo. Sei d’accordo?

La terapia, dunque, non è solo un modo per affrontare la crisi attuale, ma diventa anche un’opportunità preziosa per esplorare e risolvere quelle dinamiche irrisolte che, nel tempo, hanno contribuito al tuo attuale stato di difficoltà. È un percorso che ti permette di modificare schemi e comportamenti che non ti servono più, prevenendo future ricadute e promuovendo un cambiamento duraturo. Questo processo richiede tempo e impegno, ma i risultati possono veramente trasformare la tua vita.

Iniziare una terapia significa essere "pazzi"? Assolutamente no!

Ancora oggi, quando si pensa alla terapia, spesso ci si immagina una persona affetta da gravi turbe mentali, che nel gergo comune rientrano sotto lo stigma di “pazzia”. In realtà, solo una piccola parte delle persone che intraprendono un percorso privato di psicoterapia soffre di un disturbo mentale severo. Anzi, per queste patologie più delicate, l’intervento principale è spesso di natura farmacologica, con lo psichiatra come figura centrale, affiancato dallo psicoterapeuta.

La psicoterapia è tutt’altro. È un viaggio dolce e profondo alla scoperta di sé, un riassesto delle parti, un intervento che riesce a dare senso a tutto ciò che è stato. È una relazione che cura, che ti permette di raggiungere profondità che altri mezzi non toccano. Non hai bisogno di una diagnosi di disturbo psicotico per iniziarla. Al contrario, la psicoterapia è lo strumento d’elezione per curare le ferite interiori e ricostruire la tua persona su basi più solide ed equilibrate.

La Psicoterapia Ha Effetti Collaterali?

La buona notizia è che la psicoterapia non ha controindicazioni! Non ci sono effetti collaterali negativi nel senso tradizionale.

Durante il percorso, potresti rivivere o affrontare emozioni intense come rabbia, tristezza o vergogna. Questo accade perché la terapia ti aiuta a portare in superficie esperienze passate o sentimenti che potresti aver represso. Sebbene possa sembrare un momento difficile, è una parte necessaria e costruttiva del processo di guarigione.

Importante è che tutto ciò avviene all’interno di un ambiente terapeutico sicuro e protetto, con il supporto e il contenimento del tuo terapeuta. Sarà al tuo fianco per offrirti sicurezza ed aiutarti a elaborare queste emozioni, permettendoti di rimettere ogni tassello al suo posto.

ragazza nuda in acqua con dei fiori bianchi che galleggiano in superficie

Foto di Anna Tarazevich da Pexels

La Terapia è per Tutti?

Considerando l’assenza di controindicazioni, possiamo affermare che chiunque può trarre beneficio da un percorso di psicoterapia. Non è necessario affrontare una crisi profonda o avere un disturbo mentale per iniziare. La terapia, ad esempio, può essere uno strumento prezioso per:

  • migliorare la consapevolezza di sé: comprendere meglio i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi comportamenti;
  • gestire lo stress: sviluppare strategie più efficaci per affrontare le pressioni che vivi;
  • migliorare le relazioni: apprendere nuove modalità di interazione con gli altri, più adattive ed efficaci;
  • raggiungere gli obiettivi personali: sviluppare le risorse che già hai per realizzare il tuo potenziale;
  • prevenire futuri disagi: agire proattivamente sul tuo benessere psicologico.

Vuoi intraprendere un percorso di psicoterapia ma sei preoccupato per i costi? Forse non sai che le spese per le sedute sono detraibili!

Scopri in questo articolo come funziona la detrazione fiscale per la psicoterapia. 

Le spese per la psicoterapia sono detraibili?

Insomma, come Capire Quando Serve una Psicoterapia?

In sintesi, non esiste un manuale che detti il momento o il motivo giusto per iniziare un percorso psicoterapeutico. Ognuno di noi ha il proprio tempo, i propri bisogni e le proprie vulnerabilità. Soprattutto, ognuno ha i propri meccanismi di difesa, ma dato che approfondire questo aspetto implicherebbe scendere troppo nel tecnico, mi limito solamente a citarlo.

Ciò che è davvero fondamentale è che, nel momento in cui decidi di intraprendere questo viaggio, tu sia spinto da una sincera motivazione personale. La terapia è un impegno verso te stesso: non la si intraprende per compiacere gli altri o per illudersi, ma per costruire un benessere autentico e duraturo, che può permetterti di migliorare significativamente la qualità della tua vita.

Ti è mai capitato di uscire da una seduta di terapia con la sensazione che sia stata inutile? Non sei l’unico. Scopri perché accade e cosa puoi fare in questo articolo.

Quando la seduta di terapia è stata inutile

Quando la seduta di terapia è stata inutile

Quando la seduta di terapia è stata inutile

Quando la seduta di terapia è stata inutile

Foto di Liza Summer da Pexels

«Oggi ho solo buttato i soldi. Non ho ricevuto risposte e non è cambiato nulla».

Questa frase è stata pensata almeno una volta da chi ha fatto l’esperienza di un percorso di terapia.

Ci sono sedute in cui si sente il bisogno di portare tanto: tormenti, sofferenza, emozioni dolorose. Si guarda lo psicologo in cerca di una risposta, di un antidolorifico con effetto immediato, di quella frase magica che possa rimettere tutto a posto.

Ma la risposta non arriva.

Come funziona veramente la psicoterapia?

Il fatto è che quella seduta non è una monade indipendente, senza passato e senza futuro.

Ogni incontro è legato all’altro da un filo continuo e quell’antidolorifico a cui tanto si anela, non è la risposta precisa ad ogni singola domanda. Lo si ritrova, bensì, all’interno della relazione terapeutica.

La seduta non dev’essere un’operazione chirurgica, dove il chirurgo è chiamato a compiere un’azione drasticaveloce e, necessariamente, cruenta.

La psicoterapia è un processo dolce, profondo e, quindi, lento.

Ricordati che tutto ciò che che depositi nella stanza di analisi non è lasciato al vento, ma viene raccolto da un contenitore che accoglie, trattiene e metabolizza con i tempi che servono: la mente del terapeuta.

L’antidolorifico, dunque, non sta nel botta e risposta. Viene rilasciato nel corso delle sedute, intensificato dalla continuità della psicoterapia.

Quando la seduta di terapia è stata inutile?

Alla luce di tutto questo, capisci da te che non esistono sedute inutili. Ogni volta che si torna dentro la stanza di terapia si decide di proseguire una relazione, di dare una vita a un incontro che sarà un tassello fondamentale per l’esito finale.

Perchè la terapia è una medicina che si dipana e diluisce nel tempo. Certi giorni la si sente di più, altri di meno e soltanto alla fine si potrà assaporare, completamente, tutto quanto l’effetto.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articolo potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

Quando la seduta di terapia è stata inutile

Foto di Liza Summer da Pexels

«Oggi ho solo buttato i soldi. Non ho ricevuto risposte e non è cambiato nulla».

Questa frase è stata pensata almeno una volta da chi ha fatto l’esperienza di un percorso di terapia.

Ci sono sedute in cui si sente il bisogno di portare tanto: tormenti, sofferenza, emozioni dolorose. Si guarda lo psicologo in cerca di una risposta, di un antidolorifico con effetto immediato, di quella frase magica che possa rimettere tutto a posto.

Ma la risposta non arriva.

Come funziona veramente la psicoterapia?

Il fatto è che quella seduta non è una monade indipendente, senza passato e senza futuro.

Ogni incontro è legato all’altro da un filo continuo e quell’antidolorifico a cui tanto si anela, non è la risposta precisa ad ogni singola domanda. Lo si ritrova, bensì, all’interno della relazione terapeutica.

La seduta non dev’essere un’operazione chirurgica, dove il chirurgo è chiamato a compiere un’azione drasticaveloce e, necessariamente, cruenta.

La psicoterapia è un processo dolce, profondo e, quindi, lento.

Ricordati che tutto ciò che depositi nella stanza di analisi non è lasciato al vento, ma viene raccolto da un contenitore che accoglie, trattiene e metabolizza con i tempi che servono: la mente del terapeuta.

L’antidolorifico, dunque, non sta nel botta e risposta. Viene rilasciato nel corso delle sedute, intensificato dalla continuità della psicoterapia.

È una medicina che si dipana e si diluisce nel tempo. Certi giorni la si sente di più, altri di meno e soltanto alla fine si potrà apprezzare, completamente, tutto quanto l’effetto.

Quando la seduta di terapia è stata inutile?

Alla luce di tutto questo, capisci da te che non esistono sedute inutili. Ogni volta che si torna dentro la stanza di terapia si decide di proseguire una relazione, di dare una vita a un incontro che sarà un tassello fondamentale per l’esito finale.

Perchè la terapia è una medicina che si dipana e diluisce nel tempo. Certi giorni la si sente di più, altri di meno e soltanto alla fine si potrà assaporare, completamente, tutto quanto l’effetto.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articolo potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?