Vuoto Interiore: Cosa Significa Sentirsi Vuoti Dentro

Vuoto Interiore: Cosa Significa Sentirsi Vuoti Dentro

Vuoto Interiore: Cosa Significa Sentirsi Vuoti Dentro

Foto di Patrick Porto da Pexels

«Sono vuoto dentro»

«Sento che mi si apre una voragine»

Sono frasi che esprimono un dolore profondo, una sensazione di mancanza che può essere difficile da descrivere e ancor più da gestire. Il sentimento di vuoto, o il “vuoto interiore”, non ĆØ solo una metafora, ma un’esperienza psicologica reale e travolgente, che spinge a mettere in atto comportamenti spesso incomprensibili, tutti volti a un unico, disperato scopo: fuggire.

Il problema è che questa fuga, per quanto istintiva, non è la soluzione. I tentativi di riempire il vuoto puntualmente falliscono, perché il vuoto non scompare. Al contrario, si ripresenta con una forza ancora maggiore. Per curarlo, serve altro.

vuoto interiore

Le mille facce del vuoto

Il vuoto non si manifesta sempre con l’evidente sensazione di avere un “buco grosso dentro”. Spesso si nasconde dietro frasi apparentemente innocue, che tuttavia possono rivelare un profondo malessere interiore.

Ecco alcune delle frasi più comuni che possono celare un sentimento di vuoto:

  • “Dentro di me c’ĆØ qualcosa di sbagliato”;
  • “Sto sprecando la mia vita”;
  • “Rovino sempre tutto”;
  • “Ho bisogno di emozioni forti”;
  • “Ho bisogno di qualcuno che mi completi”;
  • “Non mi sento mai abbastanza”;
  • “ƈ come se avessi il pilota automatico”;
  • “C’ĆØ sempre qualcosa che manca”.

Dietro a queste espressioni si nascondono paure, bisogni e difficoltĆ : la paura di stare soli, il bisogno continuo di attenzioni, la difficoltĆ  a capire cosa si vuole o a portare a termine le cose.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articoloĀ potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

vuoto interiore

Perché il vuoto è pericoloso: il rischio della "traumatofilia"

Non riconoscere il vuoto può essere molto pericoloso, perché esso alimenta la traumatofilia, una tendenza a compiere azioni dannose verso se stessi. Il vuoto diventa dunque un motore che spinge verso comportamenti autodistruttivi, come:

  • Uso di droghe o alcol;
  • InstabilitĆ  nelle relazioni;
  • Dipendenza affettiva;
  • DifficoltĆ  a porsi dei limiti;
  • Eccessiva ricerca di rischi;
  • Trascuratezza della propria salute.

In una sola frase: il non riuscire a volersi bene.

Il vuoto, in sostanza, richiama altro vuoto, creando un circolo vizioso che si alimenta del trauma e del malessere. Finché non lo si riconosce, non si può rompere questo schema.

vuoto interiore

Come si manifesta il vuoto nella vita di tutti i giorni?

Il vuoto interiore si esprime attraverso una vasta gamma di comportamenti, che possono confondere chi non conosce il problema. Eccone alcuni:

  • Ricerca di stimoli esterni: dipendenza affettiva, promiscuitĆ  sessuale, ricerca di emozioni forti o di esperienze fisicamente pericolose. Queste azioni servono a “stordirsi”, a non sentire il vuoto.
  • Problemi relazionali: paradossalmente, la paura di restare soli e la difficoltĆ  a stare da soli convivono con un profondo timore dell’intimitĆ  e del contatto umano.
  • Insoddisfazione cronica: si vive una sensazione costante di stare a perdere tempo, senza uno scopo o una direzione. C’ĆØ una profonda difficoltĆ  a capire cosa si vuole e un senso di inutilitĆ  che pervade ogni aspetto della vita.
  • Autosabotaggio: la tendenza a “farsi autogol”, a rovinare le opportunitĆ , accompagnata da un senso di inadeguatezza e dall’incapacitĆ  di portare a termine i progetti.

vuoto interiore

Come si cura il vuoto interiore? Perché fuggire non è mai la soluzione

Affrontare il vuoto interiore non ĆØ un compito facile. Come spiegava la psicoanalista Enid Balint, il vuoto ha origini profonde e spesso risale a un’epoca molto precoce. Per questo motivo, non può essere risolto con comportamenti superficiali o soluzioni “veloci”.

La psicoterapia psicodinamica offre strumenti validi per comprendere e trattare il vuoto. Attraverso questo percorso, si impara ad esplorare le origini di questa sensazione, a dare un nome alle emozioni, a riconoscere le difese che si mettono in atto e, soprattutto, a connettersi con la parte più autentica di sé.

Curare il vuoto interiore significa imparare a “stare”, a riempire gli spazi interiori non con persone o attivitĆ , ma con una relazione sana e profonda con sĆ© stessi. Non ĆØ un percorso rapido, ma ĆØ l’unico che può portare a una guarigione duratura.

vuoto interiore

A proposto di ferite relazionali, ti segnalo questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Comprendere l’evitamento affettivo

Vuoto Interiore: Cosa Significa Sentirsi Vuoti Dentro

Foto di Patrick Porto da Pexels

«Sono vuoto dentro»

«Sento che mi si apre una voragine»

Sono frasi che esprimono un dolore profondo, una sensazione di mancanza che può essere difficile da descrivere e ancor più da gestire. Il sentimento di vuoto, o il “vuoto interiore”, non ĆØ solo una metafora, ma un’esperienza psicologica reale e travolgente, che spinge a mettere in atto comportamenti spesso incomprensibili, tutti volti a un unico, disperato scopo: fuggire.

Il problema è che questa fuga, per quanto istintiva, non è la soluzione. I tentativi di riempire il vuoto puntualmente falliscono, perché il vuoto non scompare. Al contrario, si ripresenta con una forza ancora maggiore. Per curarlo, serve altro.

vuoto interiore

Le mille facce del vuoto

Il vuoto non si manifesta sempre con l’evidente sensazione di avere un “buco grosso dentro”. Spesso si nasconde dietro frasi apparentemente innocue, che tuttavia possono rivelare un profondo malessere interiore.

Ecco alcune delle frasi più comuni che possono celare un sentimento di vuoto:

  • “Dentro di me c’ĆØ qualcosa di sbagliato”;
  • “Sto sprecando la mia vita”;
  • “Rovino sempre tutto”;
  • “Ho bisogno di emozioni forti”;
  • “Ho bisogno di qualcuno che mi completi”;
  • “Non mi sento mai abbastanza”;
  • “ƈ come se avessi il pilota automatico”;
  • “C’ĆØ sempre qualcosa che manca”.

Dietro a queste espressioni si nascondono paure, bisogni e difficoltĆ : la paura di stare soli, il bisogno continuo di attenzioni, la difficoltĆ  a capire cosa si vuole o a portare a termine le cose.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articoloĀ potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

vuoto interiore

Perché il vuoto è pericoloso: il rischio della "traumatofilia"

Non riconoscere il vuoto può essere molto pericoloso, perché esso alimenta la traumatofilia, una tendenza a compiere azioni dannose verso se stessi. Il vuoto diventa dunque un motore che spinge verso comportamenti autodistruttivi, come:

  • Uso di droghe o alcol;
  • InstabilitĆ  nelle relazioni;
  • Dipendenza affettiva;
  • DifficoltĆ  a porsi dei limiti;
  • Eccessiva ricerca di rischi;
  • Trascuratezza della propria salute.

In una sola frase: il non riuscire a volersi bene.

Il vuoto, in sostanza, richiama altro vuoto, creando un circolo vizioso che si alimenta del trauma e del malessere. Finché non lo si riconosce, non si può rompere questo schema.

vuoto interiore

Come si manifesta il vuoto nella vita di tutti i giorni?

Il vuoto interiore si esprime attraverso una vasta gamma di comportamenti, che possono confondere chi non conosce il problema. Eccone alcuni:

  • Ricerca di stimoli esterni: dipendenza affettiva, promiscuitĆ  sessuale, ricerca di emozioni forti o di esperienze fisicamente pericolose. Queste azioni servono a “stordirsi”, a non sentire il vuoto.
  • Problemi relazionali: paradossalmente, la paura di restare soli e la difficoltĆ  a stare da soli convivono con un profondo timore dell’intimitĆ  e del contatto umano.
  • Insoddisfazione cronica: si vive una sensazione costante di stare a perdere tempo, senza uno scopo o una direzione. C’ĆØ una profonda difficoltĆ  a capire cosa si vuole e un senso di inutilitĆ  che pervade ogni aspetto della vita.
  • Autosabotaggio: la tendenza a “farsi autogol”, a rovinare le opportunitĆ , accompagnata da un senso di inadeguatezza e dall’incapacitĆ  di portare a termine i progetti.

vuoto interiore

Come si cura il vuoto interiore? Perché fuggire non è mai la soluzione

Affrontare il vuoto interiore non ĆØ un compito facile. Come spiegava la psicoanalista Enid Balint, il vuoto ha origini profonde e spesso risale a un’epoca molto precoce. Per questo motivo, non può essere risolto con comportamenti superficiali o soluzioni “veloci”.

La psicoterapia psicodinamica offre strumenti validi per comprendere e trattare il vuoto. Attraverso questo percorso, si impara ad esplorare le origini di questa sensazione, a dare un nome alle emozioni, a riconoscere le difese che si mettono in atto e, soprattutto, a connettersi con la parte più autentica di sé.

Curare il vuoto interiore significa imparare a “stare”, a riempire gli spazi interiori non con persone o attivitĆ , ma con una relazione sana e profonda con sĆ© stessi. Non ĆØ un percorso rapido, ma ĆØ l’unico che può portare a una guarigione duratura.

A proposto di ferite relazionali, ti segnalo questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Comprendere l’evitamento affettivo

vuoto interiore

Abuso Sessuale sui Minori: Le Conseguenze a Lungo Termine (Psichiatriche e Fisiche)

Abuso Sessuale sui Minori: Le Conseguenze a Lungo Termine (Psichiatriche e Fisiche)

Abuso Sessuale sui Minori: Le Conseguenze a Lungo Termine (Psichiatriche e Fisiche)

Foto di Pixabay da Pexels

abuso sessuale sui minori

Ā«Il loro primo impulso sarebbe di rifiuto, odio, disgusto, energica difesa. ā€œNo, non voglio, questa ĆØ una cosa troppo forte, mi fa male, lasciamiā€, con queste o altre parole simili si esprimerebbe la loro immediata reazione, se non fosse paralizzata da una paura immensaĀ».

Sandor Ferenczi, 1932

L’abuso sessuale sui minori ĆØ una ferita che non guarisce da sola. L’eco di un trauma infantile, infatti, può risuonare per tutta la vita adulta. Molti adulti che hanno vissuto questo trauma nell’infanzia si trovano ad affrontare, anche a distanza di anni, conseguenze devastanti che minano la loro salute mentale, fisica e le relazioni. Comprendere la portata e gli effetti a lungo termine dell’abuso sessuale infantile ĆØ, dunque, d’importanza fondamentale.

Ma che cosa si intende per abuso sessuale su minore? E quali sono le sue conseguenze validate dalla ricerca?

Conseguenze abuso infantile

continuare terapia

Definizione e Impatto dell'Abuso Sessuale Infantile

Secondo l’Organizzazione Mondiale della SanitĆ  (OMS), l’abuso sessuale consiste nel coinvolgimento di un bambino in attivitĆ  sessuali per le quali egli non ĆØ nĆ© mentalmente nĆ© fisicamente preparato e, di conseguenza, non può acconsentire liberamente (Stoltenborgh e al., 2011).

Il Consiglio d’Europa, durante il IV Seminario Criminologico del 1978, ha inquadrato l’abuso sessuale infantile come una delle gravi forme di maltrattamento minorile, insieme a quello fisico, psicologico e alla patologia delle cure. ƈ considerato un serio problema di salute pubblica a causa della sua associazione con una vasta gamma di esiti disfunzionali (Hailes et al., 2019).

abuso sessuale sui minori

Le Conseguenze a Lungo Termine: Cosa Dice la Scienza

Una significativa revisione condotta da Helen Hailes e collaboratori nel 2019 ha analizzato 217 pubblicazioni scientifiche su un campione complessivo di oltre 4 milioni di partecipanti, studiando le correlazioni tra l’abuso sessuale sui minori e le sue conseguenze a lungo termine.

I risultati hanno delineato tre grandi aree di impatto patologico:

  1. Conseguenze Psicosociali

L’esperienza del trauma infantile si ripercuote sulla sfera relazionale e comportamentale in etĆ  adulta, manifestandosi in:

  • Abuso di sostanze (Arriola et al., 2005; Jespersen et al., 2009);
  • Alterazioni nel funzionamento sentimentale e sessuale (Salter et al., 2003);
  • Rivittimizzazione sessuale: la tendenza a subire nuovamente comportamenti sessuali violenti in etĆ  adulta (Hailes et al., 2019).
  1. Conseguenze Psichiatriche (Psicopatologia)

Le correlazioni più forti tra abuso sessuale infantile ed esiti psichiatrici sono state riscontrate in (Amado et al., 2015; Varese et al., 2012; Hailes, 2019):

  • Disturbo di conversione;
  • Disturbo Borderline di PersonalitĆ ;
  • Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD);
  • Schizofrenia;
  • Ansia;
  • Depressione.

L’abuso sessuale infantile, inoltre, ĆØ un importante fattore predisponente per i comportamenti autolesionistici e suicidari (Hailes et al., 2009; Maniglio, 2011).

  1. Conseguenze Fisiche

Sebbene meno intuitive, le correlazioni includono l’insorgenza di problematiche fisiche come:

  • ObesitĆ  (Danese & Tan, 2014);
  • HIV (Lloyd & Operario, 2017), spesso associato a una successiva tendenza ad assumere condotte sessuali rischiose e promiscue (Gilbert et al., 2009; Homma et al., 2012).

PerchĆØ per curare alcuni sintomi serve proprio la psicoterapia? Scoprilo in questo articolo.

Ferite Emotive: PerchƩ i Farmaci Non Possono Curarle?

abuso sessuale sui minori

abuso sessuale sui minori

Trauma e Relazioni: L'Impatto sulla Vita Affettiva e Sessuale

Un’area di fondamentale importanza nel lavoro clinico ĆØ il funzionamento problematico nella vita sentimentale e sessuale in etĆ  adulta, fortemente correlato all’abuso sessuale infantile (Salter et al., 2003).

Le persone sopravvissute all’abuso sessuale spesso manifestano:

  • Disfunzioni sessuali e problemi di bassa soddisfazione sessuale. Secondo la ricerca, questa insoddisfazione ĆØ in parte mediata dalla presenza di affetti negativi che precedono l’esposizione agli stimoli sessuali (Rellini & Meston, 2011);
  • Sofferenza associata alla sessualitĆ : le donne con una storia di abuso sessuale infantile, in particolare da parte di un familiare, possono sperimentare alti livelli di sofferenza in ambito sessuale, anche in presenza di un buon funzionamento oggettivo (Stephenson et al., 2012);
  • Comportamento sessuale compulsivo (Perera, 2009) o, al contrario, evitamento del rapporto (Vaillancourt-Morel et al., 2015).

abuso sessuale sui minori

L’Abuso Sessuale Infantile come fattore di rischio generale

Come spiegare l’associazione, ad esempio, tra l’abuso sessuale infantile e l’obesitĆ ? Spesso, questa associazione ĆØ mediata da fattori psichiatrici, come l’insorgenza di una depressione in conseguenza all’abuso (Nanni et al., 2012), la quale, a sua volta, influisce sulle abitudini e sulla salute fisica.

L’abuso sessuale infantile ĆØ associato a rischi elevati di esiti patologici di tipo psicosociale, psichiatrico e di salute fisica. Per questo motivo, secondo Maniglio (2009) esso debba essere considerato un fattore di rischio generale per la psicopatologia, rendendo essenziale un intervento clinico mirato.

La ricerca, dunque, illumina la complessa ereditĆ  dell’abuso sessuale infantile, fornendoci strumenti essenziali per la comprensione. Riconoscere questa connessione tra trauma e conseguenze a lungo termine ĆØ cruciale: le conseguenze dell’abuso sono reali e meritano di essere viste, riconosciute e affrontate con il rispetto, la delicatezza e la competenza che meritano.

Scarica la guida per i ragazzi del Telefono Azzurro (2020).

Stai pensando alla psicoterapia? Clicca qui per scoprire i segnali che indicano che questo ĆØ il momento giusto per iniziare a prenderti cura di te.

Come capire quando serve una psicoterapia?

effetti a lungo termine abuso sessuale

Bibliografia

Amado B.G., Arce R., Herraiz A., (2015), ā€œPsychological injury in victims of child sexual abuse: a meta-analytic reviewā€, inĀ Psychosoc IntervĀ 24

Arriola K.R., Louden T., Doldren M.A., (2005), ā€œFortenberry R.M., A meta-analysis of the relationship of child sexual abuse to HIV risk behavior among womenā€, inĀ Child Abuse Negl.Ā 29

Ferenczi S. (1932), Confusione di lingue tra gli adulti e il bambino, p. 91-100, vol. IV, Opere, Cortina Editore, 1992.

Gilbert R., Widom C.S., Browne K., Fergusson D., Webb E., Janson S., (2009), ā€œBurden and consequences of child maltreatment in high-income countriesā€, inĀ Lancet,Ā 373

Hailes H.P., Yu R., Danese A., Fazel S., (2019) ā€œLong-term outcomes of childhood sexual abuse: an umbrella reviewā€, inĀ Lancet PsychiatryĀ 10

Jespersen A.F., Lalumiere M.L., Seto M.C., (2009),Ā Sexual abuse history among adult sex offenders and non-sex offenders: a meta-analysis, inĀ Child Abuse Negl.Ā 33

Maniglio R., (2009), ā€œThe impact of child sexual abuse on health: a systematic review of reviewsā€, inĀ Clinical Psychology Rev.Ā 29

Maniglio R., (2010), ā€œChild sexual abuse in the etiology of depression: a systematic review of reviewsā€, inĀ Depress Anxiety. 27

Maniglio R., (2011), ā€œThe role of child sexual abuse in the etiology of substance-related disordersā€, inĀ J Addict Dis.Ā 30

Maniglio R., (2011), ā€œThe role of child sexual abuse in the etiology of suicide and non-suicidal self-injuryā€, inĀ Acta Psychiatr Scand. 124

Maniglio R., (2013), ā€œChild sexual abuse in the etiology of anxiety disorders: a systematic review of reviewsā€, inĀ Trauma Violence AbuseĀ 14

Nanni V., Uher R., Danese A., (2012) ā€œChildhood maltreatment predicts unfavorable course of illness and treatment outcome in depression: a meta-analysisā€, inĀ Am J PsychiatryĀ 169

Perera, B., Reece, M., Monahan, P., Billingham, R., Finn, P., (2009), ā€œChildhood characteristics and personal dispositions to sexually compulsive behavior among young adultsā€, inĀ Sexual Addiction & CompulsivityĀ 16

Stephenson K.R., Corey P. Hughan C.P., Meston C.M., (2012), ā€œChildhood sexual abuse moderates the association between sexual functioning and sexual distress in womenā€, inĀ Child Abuse & Neglect, 2

Consiglio d’Europa, IV seminario criminologico, Strasburgo, 1978.

Abuso Sessuale sui Minori: Le Conseguenze a Lungo Termine (Psichiatriche e Fisiche)

Foto di Pixabay da Pexels

abuso sessuale sui minori

Ā«Il loro primo impulso sarebbe di rifiuto, odio, disgusto, energica difesa. ā€œNo, non voglio, questa ĆØ una cosa troppo forte, mi fa male, lasciamiā€, con queste o altre parole simili si esprimerebbe la loro immediata reazione, se non fosse paralizzata da una paura immensaĀ».

Sandor Ferenczi, 1932

abuso sessuale sui minori

L’abuso sessuale sui minori ĆØ una ferita che non guarisce da sola. L’eco di un trauma infantile, infatti, può risuonare per tutta la vita adulta. Molti adulti che hanno vissuto questo trauma nell’infanzia si trovano ad affrontare, anche a distanza di anni, conseguenze devastanti che minano la loro salute mentale, fisica e le relazioni. Comprendere la portata e gli effetti a lungo termine dell’abuso sessuale infantile ĆØ, dunque, d’importanza fondamentale.

Ma che cosa si intende per abuso sessuale su minore? E quali sono le sue conseguenze validate dalla ricerca?

continuare terapia

Definizione e Impatto dell'Abuso Sessuale Infantile

Secondo l’Organizzazione Mondiale della SanitĆ  (OMS), l’abuso sessuale consiste nel coinvolgimento di un bambino in attivitĆ  sessuali per le quali egli non ĆØ nĆ© mentalmente nĆ© fisicamente preparato e, di conseguenza, non può acconsentire liberamente (Stoltenborgh e al., 2011).

Il Consiglio d’Europa, durante il IV Seminario Criminologico del 1978, ha inquadrato l’abuso sessuale infantile come una delle gravi forme di maltrattamento minorile, insieme a quello fisico, psicologico e alla patologia delle cure. ƈ considerato un serio problema di salute pubblica a causa della sua associazione con una vasta gamma di esiti disfunzionali (Hailes et al., 2019).

abuso sessuale sui minori

Le Conseguenze a Lungo Termine: Cosa Dice la Scienza

Una significativa revisione condotta da Helen Hailes e collaboratori nel 2019 ha analizzato 217 pubblicazioni scientifiche su un campione complessivo di oltre 4 milioni di partecipanti, studiando le correlazioni tra l’abuso sessuale sui minori e le sue conseguenze a lungo termine.

I risultati hanno delineato tre grandi aree di impatto patologico:

  1. Conseguenze Psicosociali

L’esperienza del trauma infantile si ripercuote sulla sfera relazionale e comportamentale in etĆ  adulta, manifestandosi in:

  • Abuso di sostanze (Arriola et al., 2005; Jespersen et al., 2009);
  • Alterazioni nel funzionamento sentimentale e sessuale (Salter et al., 2003);
  • Rivittimizzazione sessuale: la tendenza a subire nuovamente comportamenti sessuali violenti in etĆ  adulta (Hailes et al., 2019).
  1. Conseguenze Psichiatriche (Psicopatologia)

Le correlazioni più forti tra abuso sessuale infantile ed esiti psichiatrici sono state riscontrate in (Amado et al., 2015; Varese et al., 2012; Hailes, 2019):

  • Disturbo di conversione;
  • Disturbo Borderline di PersonalitĆ ;
  • Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD);
  • Schizofrenia;
  • Ansia;
  • Depressione.

L’abuso sessuale infantile, inoltre, ĆØ un importante fattore predisponente per i comportamenti autolesionistici e suicidari (Hailes et al., 2009; Maniglio, 2011).

  1. Conseguenze Fisiche

Sebbene meno intuitive, le correlazioni includono l’insorgenza di problematiche fisiche come:

  • ObesitĆ  (Danese & Tan, 2014);
  • HIV (Lloyd & Operario, 2017), spesso associato a una successiva tendenza ad assumere condotte sessuali rischiose e promiscue (Gilbert et al., 2009; Homma et al., 2012).

PerchĆØ per curare alcuni sintomi serve proprio la psicoterapia? Scoprilo in questo articolo.

Ferite Emotive: PerchƩ i Farmaci Non Possono Curarle?

abuso sessuale sui minori

Trauma e Relazioni: L'Impatto sulla Vita Affettiva e Sessuale

Un’area di fondamentale importanza nel lavoro clinico ĆØ il funzionamento problematico nella vita sentimentale e sessuale in etĆ  adulta, fortemente correlato all’abuso sessuale infantile (Salter et al., 2003).

Le persone sopravvissute all’abuso sessuale spesso manifestano:

  • Disfunzioni sessuali e problemi di bassa soddisfazione sessuale. Secondo la ricerca, questa insoddisfazione ĆØ in parte mediata dalla presenza di affetti negativi che precedono l’esposizione agli stimoli sessuali (Rellini & Meston, 2011);
  • Sofferenza associata alla sessualitĆ : le donne con una storia di abuso sessuale infantile, in particolare da parte di un familiare, possono sperimentare alti livelli di sofferenza in ambito sessuale, anche in presenza di un buon funzionamento oggettivo (Stephenson et al., 2012);
  • Comportamento sessuale compulsivo (Perera, 2009) o, al contrario, evitamento del rapporto (Vaillancourt-Morel et al., 2015).

abuso sessuale sui minori

L’Abuso Sessuale Infantile come fattore di rischio generale

Come spiegare l’associazione, ad esempio, tra l’abuso sessuale infantile e l’obesitĆ ? Spesso, questa associazione ĆØ mediata da fattori psichiatrici, come l’insorgenza di una depressione in conseguenza all’abuso (Nanni et al., 2012), la quale, a sua volta, influisce sulle abitudini e sulla salute fisica.

L’abuso sessuale infantile ĆØ associato a rischi elevati di esiti patologici di tipo psicosociale, psichiatrico e di salute fisica. Per questo motivo, secondo Maniglio (2009) esso debba essere considerato un fattore di rischio generale per la psicopatologia, rendendo essenziale un intervento clinico mirato.

La ricerca, dunque, illumina la complessa ereditĆ  dell’abuso sessuale infantile, fornendoci strumenti essenziali per la comprensione. Riconoscere questa connessione tra trauma e conseguenze a lungo termine ĆØ cruciale: le conseguenze dell’abuso sono reali e meritano di essere viste, riconosciute e affrontate con il rispetto, la delicatezza e la competenza che meritano.

Scarica la guida per i ragazzi del Telefono Azzurro (2020).

abuso sessuale sui minori

Stai pensando alla psicoterapia? Clicca qui per scoprire i segnali che indicano che questo ĆØ il momento giusto per iniziare a prenderti cura di te.

Come capire quando serve una psicoterapia?

effetti a lungo termine abuso sessuale

Bibliografia

Amado B.G., Arce R., Herraiz A., (2015), ā€œPsychological injury in victims of child sexual abuse: a meta-analytic reviewā€, inĀ Psychosoc IntervĀ 24

Arriola K.R., Louden T., Doldren M.A., (2005), ā€œFortenberry R.M., A meta-analysis of the relationship of child sexual abuse to HIV risk behavior among womenā€, inĀ Child Abuse Negl.Ā 29

Ferenczi S. (1932), Confusione di lingue tra gli adulti e il bambino, p. 91-100, vol. IV, Opere, Cortina Editore, 1992.

Gilbert R., Widom C.S., Browne K., Fergusson D., Webb E., Janson S., (2009), ā€œBurden and consequences of child maltreatment in high-income countriesā€, inĀ Lancet,Ā 373

Hailes H.P., Yu R., Danese A., Fazel S., (2019) ā€œLong-term outcomes of childhood sexual abuse: an umbrella reviewā€, inĀ Lancet PsychiatryĀ 10

Jespersen A.F., Lalumiere M.L., Seto M.C., (2009),Ā Sexual abuse history among adult sex offenders and non-sex offenders: a meta-analysis, inĀ Child Abuse Negl.Ā 33

Maniglio R., (2009), ā€œThe impact of child sexual abuse on health: a systematic review of reviewsā€, inĀ Clinical Psychology Rev.Ā 29

Maniglio R., (2010), ā€œChild sexual abuse in the etiology of depression: a systematic review of reviewsā€, inĀ Depress Anxiety. 27

Maniglio R., (2011), ā€œThe role of child sexual abuse in the etiology of substance-related disordersā€, inĀ J Addict Dis.Ā 30

Maniglio R., (2011), ā€œThe role of child sexual abuse in the etiology of suicide and non-suicidal self-injuryā€, inĀ Acta Psychiatr Scand. 124

Maniglio R., (2013), ā€œChild sexual abuse in the etiology of anxiety disorders: a systematic review of reviewsā€, inĀ Trauma Violence AbuseĀ 14

Nanni V., Uher R., Danese A., (2012) ā€œChildhood maltreatment predicts unfavorable course of illness and treatment outcome in depression: a meta-analysisā€, inĀ Am J PsychiatryĀ 169

Perera, B., Reece, M., Monahan, P., Billingham, R., Finn, P., (2009), ā€œChildhood characteristics and personal dispositions to sexually compulsive behavior among young adultsā€, inĀ Sexual Addiction & CompulsivityĀ 16

Stephenson K.R., Corey P. Hughan C.P., Meston C.M., (2012), ā€œChildhood sexual abuse moderates the association between sexual functioning and sexual distress in womenā€, inĀ Child Abuse & Neglect, 2

Consiglio d’Europa, IV seminario criminologico, Strasburgo, 1978.

Devo Continuare la Terapia Se Non ne Ho Voglia?

Devo Continuare la Terapia Se Non ne Ho Voglia?

Devo Continuare la Terapia Se Non ne Ho Voglia?

Foto di Mart Production da Pexels

continuare la terapia

La psicoterapia ĆØ sƬ un viaggio, ma non sempre una ā€œpasseggiataā€. Come in ogni percorso significativo, ci sono momenti di entusiasmo e, inevitabilmente, periodi in cui la voglia di proseguire la terapia si perde. Forse ti senti stanco/a, forse pensi di aver risolto o forse semplicemente non ne hai più voglia.

Se questo momento è arrivato, sappi che non sei il solo. La demotivazione è estremamente comune, soprattutto in una fase cruciale del lavoro su di sé. Se ti stai chiedendo:

«Devo continuare la terapia se non ne ho voglia?»

continuare la terapia

la prima cosa da sapere ĆØ questa: non c’è alcun obbligo a proseguire. E questa ĆØ una buona notizia. Tuttavia, quando questo momento arriva, sappi che non ĆØ mai un caso.

continuare la terapia

La buona notizia e il passo cruciale

La buona notizia, come dicevamo poco fa, è che hai il pieno diritto di interrompere la terapia se senti che non fa più per te. Il processo è tuo e tua è la libertà di scelta.

Tuttavia, prima di decidere di troncare di netto, arriva il passo più importante. Fermati e poniti questa domanda:

«Perché voglio interrompere proprio ora questa relazione?»

Sì, hai letto bene: la psicoterapia è, innanzitutto, una questione relazionale!

continuare la terapia

Non ĆØ un Capriccio: Cosa si Nasconde Dietro la Perdita di Motivazione?

Spesso, la perdita della voglia di proseguire non è un semplice capriccio. È, invece, un segnale che sta accadendo qualcosa a livello relazionale.

Questo “qualcosa” può avere diverse origini e significati:

  • Tensioni esterne riversate: Potrebbe essere un momento difficile nella tua vita (lavorativo, familiare, sentimentale) che, inconsciamente, stai riversando nel rapporto con il tuo terapeuta;
  • Dinamiche nello spazio terapeutico: Potrebbe essersi creato qualcosa proprio tra te e il tuo psicologo: un’incomprensione, una resistenza o il riemergere di vecchi schemi relazionali (anche se non ne sei pienamente consapevole);
  • Paura del cambiamento: A volte, la resistenza arriva proprio quando il cambiamento ĆØ imminente o quando si toccano temi particolarmente dolorosi o delicati. La tua mente potrebbe attivare un meccanismo di fuga per proteggersi.

Seduta di terapia inutile? Se hai provato questa sensazione, questo articolo ti aiuterĆ  a fare chiarezza.

Quando la seduta di terapia ĆØ stata inutile

continuare la terapia

L'Importanza Cruciale di Parlarne con il tuo Psicologo

Proprio per questo motivo, ĆØ di cruciale importanza parlarne col tuo terapeuta.

Ricordati sempre che il tuo psicologo non giudica, ma ti aiuta a capire.

Portare in seduta il pensiero di voler interrompere, la demotivazione o la rabbia che provi verso il percorso ĆØ un gesto di responsabilitĆ  e di profonda onestĆ .

Parlarne esplicitamente col tuo terapeuta di aiuterĆ  a:

  • Dargli un senso: discutere apertamente di questo sentimento ĆØ l’unico modo per dare un senso a ciò che provi;
  • Trovare una chiave di volta: riconoscere e analizzare la resistenza può rappresentare un momento di svolta nel tuo percorso di terapia, portando a una nuova comprensione e a un salto di qualitĆ .

E, se alla fine, dopo aver discusso e compreso la radice del blocco, la scelta rimane quella di chiudere, avrai almeno la certezza di aver trovato la giusta, consapevole e risolutiva conclusione.

continuare la terapia

Stai pensando d’interrompere la psicoterapia? Leggi questo articolo.Ā 

Posso smettere la psicoterapia da solo?

Devo Continuare la Terapia Se Non ne Ho Voglia?

Foto di Mart Production da Pexels

continuare la terapia

La psicoterapia ĆØ sƬ un viaggio, ma non sempre una ā€œpasseggiataā€. Come in ogni percorso significativo, ci sono momenti di entusiasmo e, inevitabilmente, periodi in cui la voglia di proseguire la terapia si perde. Forse ti senti stanco/a, forse pensi di aver risolto o forse semplicemente non ne hai più voglia.

Se questo momento è arrivato, sappi che non sei il solo. La demotivazione è estremamente comune, soprattutto in una fase cruciale del lavoro su di sé. Se ti stai chiedendo:

«Devo continuare la terapia se non ne ho voglia?»

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la prima cosa da sapere ĆØ questa: non c’è alcun obbligo a proseguire. E questa ĆØ una buona notizia. Tuttavia, quando questo momento arriva, sappi che non ĆØ mai un caso.

continuare la terapia

La buona notizia e il passo cruciale

La buona notizia, come dicevamo poco fa, è che hai il pieno diritto di interrompere la terapia se senti che non fa più per te. Il processo è tuo e tua è la libertà di scelta.

Tuttavia, prima di decidere di troncare di netto, arriva il passo più importante. Fermati e poniti questa domanda:

«Perché voglio interrompere proprio ora questa relazione?»

Sì, hai letto bene: la psicoterapia è, innanzitutto, una questione relazionale!

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Non ĆØ un Capriccio: Cosa si Nasconde Dietro la Perdita di Motivazione?

Spesso, la perdita della voglia di proseguire non è un semplice capriccio. È, invece, un segnale che sta accadendo qualcosa a livello relazionale.

Questo “qualcosa” può avere diverse origini e significati:

  • Tensioni esterne riversate: Potrebbe essere un momento difficile nella tua vita (lavorativo, familiare, sentimentale) che, inconsciamente, stai riversando nel rapporto con il tuo terapeuta;
  • Dinamiche nello spazio terapeutico: Potrebbe essersi creato qualcosa proprio tra te e il tuo psicologo: un’incomprensione, una resistenza o il riemergere di vecchi schemi relazionali (anche se non ne sei pienamente consapevole);
  • Paura del cambiamento: A volte, la resistenza arriva proprio quando il cambiamento ĆØ imminente o quando si toccano temi particolarmente dolorosi o delicati. La tua mente potrebbe attivare un meccanismo di fuga per proteggersi.

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Seduta di terapia inutile? Se hai provato questa sensazione, questo articolo ti aiuterĆ  a fare chiarezza.

Quando la seduta di terapia ĆØ stata inutile

L'Importanza Cruciale di Parlarne con il tuo Psicologo

Proprio per questo motivo, ĆØ di cruciale importanza parlarne col tuo terapeuta.

Ricordati sempre che il tuo psicologo non giudica, ma ti aiuta a capire.

Portare in seduta il pensiero di voler interrompere, la demotivazione o la rabbia che provi verso il percorso ĆØ un gesto di responsabilitĆ  e di profonda onestĆ .

Parlarne esplicitamente col tuo terapeuta di aiuterĆ  a:

  • Dargli un senso: discutere apertamente di questo sentimento ĆØ l’unico modo per dare un senso a ciò che provi;
  • Trovare una chiave di volta: riconoscere e analizzare la resistenza può rappresentare un momento di svolta nel tuo percorso di terapia, portando a una nuova comprensione e a un salto di qualitĆ .

E, se alla fine, dopo aver discusso e compreso la radice del blocco, la scelta rimane quella di chiudere, avrai almeno la certezza di aver trovato la giusta, consapevole e risolutiva conclusione.

continuare terapia

Stai pensando d’interrompere la psicoterapia? Leggi questo articolo.Ā 

Posso smettere la psicoterapia da solo?

Ferite Emotive: PerchƩ i Farmaci Non Possono Curarle?

Ferite Emotive: PerchƩ i Farmaci Non Possono Curarle?

Ferite Emotive: PerchƩ i Farmaci Non Possono Curarle?

Foto di Liza Summer da Pexels

Se ti sei mai chiesto perchĆ©, nonostante i tuoi sforzi o l’aiuto dei farmaci, alcuni sintomi persistano, la risposta potrebbe risiedere nella differenza tra un sollievo temporaneo e una cura profonda. Questo articolo esplora perchĆ© la psicoterapia non ĆØ solo un’opzione, ma spesso la via essenziale per affrontare le radici della sofferenza psicologica e curare le ferite emotive.

Una domanda frequente, posta in diverse maniere ma sempre con lo stesso comun denominatore, ĆØ:

«Perché per curare alcuni sintomi serve proprio la psicoterapia?»

La risposta è la seguente: perché non possiamo cercare nel farmaco quello che possiamo trovare nella relazione. Già qui, mi potrei fermare. Ma se ti va puoi continuare a leggere, perchè ho una cosa importante da dirti.

Quello che spesso non si dice, infatti, ĆØ che la psicoterapia, di fondo, ĆØ una relazione. Una relazione analitica, una relazione professionale, un rapporto economico, ma pur sempre una relazione. Una relazione che cura.

psicoterapia ferite emotive

Non un farmaco, ma una relazione che cura

Alla base della psicoterapia c’ĆØ un concetto fondamentale: ĆØ una relazione. Non una qualunque, ma una relazione terapeutica, professionale e sicura, progettata per offrire un contenimento e una comprensione specifici.

Ci sono forme di sofferenza che sono state causate, ad esempio, da:

  • ferite emotive precoci e protratte nel tempo;
  • vissuti non elaborati;
  • esperienze traumatiche, a volte riconosciute e altre no. Queste ultime, le più gravi, ostiche e delicate da affrontare (ā€œĆ§a va sans direā€, direbbe un mio paziente…).

In questi casi, che cosa può fare la medicina? I farmaci possono sì essere utilizzati e dare delle soddisfazioni, ma costituiscono comunque un palliativo e non un intervento decisivo.

Il fatto ĆØ che molte delle nostre sofferenze più profonde, nascono e si sviluppano all’interno di relazioni. Per questo motivo, la cura più efficace per queste ferite non può che avvenire in un contesto relazionale. La stanza della terapia diventa il luogo sicuro dove, finalmente, si può dare un nome a ciò che ĆØ rimasto inespresso. Il luogo dove curare le ferite del cuore.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articoloĀ potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

Il sintomo come segnale: cosa sta cercando di dirti?

Il nostro corpo e la nostra mente comunicano il disagio attraverso i sintomi, che non sono problemi da zittire, ma segnali da decifrare. Ogni manifestazione, fisica o psicologica, ĆØ un’espressione di qualcosa che si agita dentro di noi e che aspetta di essere ascoltato e compreso.

  • “Cosa mi sta succedendo?”
  • “Cosa c’ĆØ che non va e che non sto riconoscendo?”
  • “PerchĆ© continuo a sentirmi cosƬ?”

FinchĆ© non arriviamo a capire che cosa si muove in profonditĆ , il sintomo continuerĆ  a riaffiorare. Nascondere la polvere sotto il tappeto, magari con l’aiuto di un farmaco o semplicemente ignorando il problema, può funzionare ma solo per un po’.

La psicoterapia ti offre la possibilità di esplorare. La relazione terapeutica dona la parola a ciò che normalmente resta non solo inespresso, ma anche sconosciuto. A volte può essere frustrante, a volte richiede più tempo, ma non abbiamo altre maniere.

psicoterapia ferite emotive

L'importanza di "esistere nella mente di un altro"

La vera forza della psicoterapia risiede nella possibilitĆ  di essere compresi e contenuti dalla mente dell’altro.

Abbiamo bisogno di essere ascoltati, di mettere noi stessi dentro la mente di qualcun altro, di affidarci nella tranquillitĆ  di essere compresi. Abbiamo bisogno di esistere nella mente di un’altra persona e questa esperienza non ĆØ mai tanto forte quanto all’interno della stanza di terapia.

Condividere le proprie fragilitĆ , paure e traumi in un ambiente sicuro permette di elaborare esperienze che altrimenti rimarrebbero bloccate e sconosciute. Per curare le ferite emotive, dobbiamo attraversarle ed ĆØ necessario farlo in sicurezza.

psicoterapia ferite emotive

Farmaci vs. Psicoterapia: Un confine da chiarire

Quando parliamo di salute mentale, spesso emerge una domanda cruciale: i farmaci sono sufficienti? La risposta, come in molti casi, non è un semplice sì o no. I farmaci possono essere strumenti potenti e, in alcuni casi, indispensabili. Ci sono dei disturbi mentali dove la terapia farmacologica è imprescindibile: il disturbo bipolare ne è un esempio, così come anche la schizofrenia. In questi casi, infatti, la psicoterapia è importante ma come intervento di supporto: senza il farmaco che agisce chimicamente sul cervello, la prognosi è certamente infausta.

Tuttavia, non tutte le forme di disagio psichico sono manifestazioni di disturbi di questo tipo. Non solo, ma c’ĆØ un limite anche a ciò che un farmaco può fare. Un farmaco agisce sui sintomi, non sulle cause.

Può abbassare l’ansia, ma non può curare il sentimento di vuoto. Può stabilizzare l’umore, ma non l’angoscia abbandonica. Può sciogliere un delirio, ma non può aiutarti a elaborare un trauma.

Insomma, i farmaci curano il segno psichiatrico e possono alleviare il dolore, ma non possono agire sulla ferita relazionale che l’ha originato. Non possono curare le ferite del cuore. Per quello, c’è una cura sola: la psicoterapia.

psicoterapia ferite emotive

A proposto di ferite relazionali, ti segnalo questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Comprendere l’evitamento affettivo

Ferite Emotive: PerchƩ i Farmaci Non Possono Curarle?

Foto di Liza Summer da Pexels

Se ti sei mai chiesto perchĆ©, nonostante i tuoi sforzi o l’aiuto dei farmaci, alcuni sintomi persistano, la risposta potrebbe risiedere nella differenza tra un sollievo temporaneo e una cura profonda. Questo articolo esplora perchĆ© la psicoterapia non ĆØ solo un’opzione, ma spesso la via essenziale per affrontare le radici della sofferenza psicologica e curare le ferite emotive.

Una domanda frequente, posta in diverse maniere ma sempre con lo stesso comun denominatore, ĆØ:

«Perché per curare alcuni sintomi serve proprio la psicoterapia?»

La risposta è la seguente: perché non possiamo cercare nel farmaco quello che possiamo trovare nella relazione. Già qui, mi potrei fermare. Ma se ti va puoi continuare a leggere, perchè ho una cosa importante da dirti.

Quello che spesso non si dice, infatti, ĆØ che la psicoterapia, di fondo, ĆØ una relazione. Una relazione analitica, una relazione professionale, un rapporto economico, ma pur sempre una relazione. Una relazione che cura.

psicoterapia ferite emotive

Non un farmaco, ma una relazione che cura

Alla base della psicoterapia c’ĆØ un concetto fondamentale: ĆØ una relazione. Non una qualunque, ma una relazione terapeutica, professionale e sicura, progettata per offrire un contenimento e una comprensione specifici.

Ci sono forme di sofferenza che sono state causate, ad esempio, da:

  • ferite emotive precoci e protratte nel tempo;
  • vissuti non elaborati;
  • esperienze traumatiche, a volte riconosciute e altre no. Queste ultime, le più gravi, ostiche e delicate da affrontare (ā€œĆ§a va sans direā€, direbbe un mio paziente…).

In questi casi, che cosa può fare la medicina? I farmaci possono sì essere utilizzati e dare delle soddisfazioni, ma costituiscono comunque un palliativo e non un intervento decisivo.

Il fatto ĆØ che molte delle nostre sofferenze più profonde, nascono e si sviluppano all’interno di relazioni. Per questo motivo, la cura più efficace per queste ferite non può che avvenire in un contesto relazionale. La stanza della terapia diventa il luogo sicuro dove, finalmente, si può dare un nome a ciò che ĆØ rimasto inespresso. Il luogo dove curare le ferite del cuore.

Se hai dei dubbi o ti stai chiedendo se la terapia può esserti d’aiuto, questo articoloĀ potrebbe esserti molto utile:

Come capire quando serve una psicoterapia?

Il sintomo come segnale: cosa sta cercando di dirti?

Il nostro corpo e la nostra mente comunicano il disagio attraverso i sintomi, che non sono problemi da zittire, ma segnali da decifrare. Ogni manifestazione, fisica o psicologica, ĆØ un’espressione di qualcosa che si agita dentro di noi e che aspetta di essere ascoltato e compreso.

  • “Cosa mi sta succedendo?”
  • “Cosa c’ĆØ che non va e che non sto riconoscendo?”
  • “PerchĆ© continuo a sentirmi cosƬ?”

FinchĆ© non arriviamo a capire che cosa si muove in profonditĆ , il sintomo continuerĆ  a riaffiorare. Nascondere la polvere sotto il tappeto, magari con l’aiuto di un farmaco o semplicemente ignorando il problema, può funzionare ma solo per un po’.

La psicoterapia ti offre la possibilità di esplorare. La relazione terapeutica dona la parola a ciò che normalmente resta non solo inespresso, ma anche sconosciuto. A volte può essere frustrante, a volte richiede più tempo, ma non abbiamo altre maniere.

psicoterapia ferite emotive

L'importanza di "esistere nella mente di un altro"

La vera forza della psicoterapia risiede nella possibilitĆ  di essere compresi e contenuti dalla mente dell’altro.

Abbiamo bisogno di essere ascoltati, di mettere noi stessi dentro la mente di qualcun altro, di affidarci nella tranquillitĆ  di essere compresi. Abbiamo bisogno di esistere nella mente di un’altra persona e questa esperienza non ĆØ mai tanto forte quanto all’interno della stanza di terapia.

Condividere le proprie fragilitĆ , paure e traumi in un ambiente sicuro permette di elaborare esperienze che altrimenti rimarrebbero bloccate e sconosciute. Per curare le ferite emotive, dobbiamo attraversarle ed ĆØ necessario farlo in sicurezza.

psicoterapia ferite emotive

Farmaci vs. Psicoterapia: Un confine da chiarire

Quando parliamo di salute mentale, spesso emerge una domanda cruciale: i farmaci sono sufficienti? La risposta, come in molti casi, non è un semplice sì o no. I farmaci possono essere strumenti potenti e, in alcuni casi, indispensabili. Ci sono dei disturbi mentali dove la terapia farmacologica è imprescindibile: il disturbo bipolare ne è un esempio, così come anche la schizofrenia. In questi casi, infatti, la psicoterapia è importante ma come intervento di supporto: senza il farmaco che agisce chimicamente sul cervello, la prognosi è certamente infausta.

Tuttavia, non tutte le forme di disagio psichico sono manifestazioni di disturbi di questo tipo. Non solo, ma c’ĆØ un limite anche a ciò che un farmaco può fare. Un farmaco agisce sui sintomi, non sulle cause.

Può abbassare l’ansia, ma non può curare il sentimento di vuoto. Può stabilizzare l’umore, ma non l’angoscia abbandonica. Può sciogliere un delirio, ma non può aiutarti a elaborare un trauma.

Insomma, i farmaci curano il segno psichiatrico e possono alleviare il dolore, ma non possono agire sulla ferita relazionale che l’ha originato. Non possono curare le ferite del cuore. Per quello, c’è una cura sola: la psicoterapia.

psicoterapia ferite emotive

A proposto di ferite relazionali, ti segnalo questo articolo del Dr. Gianluca Minucci.

Comprendere l’evitamento affettivo